Il Tirreno

Prato

Con 5 euro si aiutano le famiglie

Sara Camaiora
Con 5 euro si aiutano le famiglie

Riparte il progetto della Diocesi che si rivolge a imprese e associazioni

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Cinque euro per un aiuto concreto alle famiglie pratesi colpite dalla crisi. E' quanto detraggono "una tantum" dallo stipendio dei loro dipendenti, 160 fra imprese, associazioni di categoria e sindacali, a sostegno di chi non arriva a fine mese. Il "Progetto 5 euro", questo il nome dell'iniziativa, è nato all'interno della Diocesi per poi essere esteso ad amministrazione e associazioni di categoria.

«Già dal 2000 la Diocesi aveva riscontrato i segnali di un'imminente crisi del settore produttivo - segnala il vescovo monsignor Gastone Simoni- Il "Progetto 5 euro" ha unito tutti i soggetti rappresentativi, per venire incontro alle famiglie. Ciò testimonia come Prato riesca ad essere concorde nei confronti di chi ha bisogno».

L'iniziativa ha preso il via il 16 febbraio 2009 con una sottoscrizione compilata da 16 soggetti istituzionali: Diocesi, Comune, Provincia, Cgil, Cisl, Uil, Unione Industriali, Cna, Confartigianato, Confesercenti, Unione commercianti, Camera di Commercio, Coldiretti, Lega Coop, Confcooperative, Cogefis.

Tale accordo ha previsto un'erogazione di contributi volontari pari a 5 euro per ogni lavoratore, socio, titolare o collaboratore familiare. In 15 mesi di attività, sono state aiutate 175 famglie, su 226 ascoltate, per un totale di oltre 128.000 euro di contributi: tra questi, 50.000 provenienti dalla Diocesi, quasi 46.000 dalle donazioni per la Quaresima di Carità 2009 e oltre 81.000 dalle aziende, dalle associazioni e dai singoli dipendenti.

Gli interventi sono di natura prettamente economica, rispondendo a esigenze di sostentamento, o di orientamento, aiutando i richiedenti nello svolgimento di pratiche. L'incarico di gestire le risorse economiche è stato affidato all'associazione Insieme per la Famiglia, che tuttora se ne occupa. Luogo di prima accoglienza è il Centro di Ascolto Famiglie, attivo dal 9 marzo 2009.

Qui le famiglie che hanno necessità sottopongono le loro richieste all'attenzione di un'apposita commissione, che, in due riunioni mensili, prende in considerazione ogni singolo caso e stabilisce l'entità dell'aiuto: se il progetto non è in grado di sopperire alle esigenze del nucleo familiare, questo viene indirizzato a strutture più adatte, come l'Emporio della Solidarietà, altro servizio erogato dalla Caritas.

A questo punto dell'attività, il gruppo di coordinamento del progetto da una parte mostra soddisfazione per il risultato raggiunto, dall'altra però auspica un ampliamento della collegialità, visto il numero costante di richieste d'aiuto, che anche a giugno, mese solitamente privo di sostanziali impegni, sono state 17, e il saldo attuale del progetto ammonta a 61.657 euro.

«Come amministratore comunale sono orgoglioso dell'iniziativa - dichiara il vicesindaco di Prato Goffredo Borchi- Ancora una volta Prato si segnala per essere vicina agli ultimi: ma sono ancora molte le famiglie in difficoltà». «E' importante allargare la rete dei progetti, coinvolgendo per esempio le partecipate del Comune come Asm e Publiacqua, o la Asl, che ha un numero ingente di dipendenti - aggiunge l'assessore provinciale alle Politiche Sociali Loredana Ferrara - Bisogna divulgare di più questa possibilità: a settembre inizieremo una campagna di promozione nelle scuole».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino