Il Tirreno

Prato

La manutenzione degli immobili

Giunta "prigioniera" dei lavori in house

G.C.
Un operaio al lavoro
◗
Un operaio al lavoro

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Le forbici che la giunta Cenni sta usando nei confronti del gruppo Consiag, ricordiamo che nel consiglio d'amministrazione presieduto da Paolo Abati non siede nessun rappresentante del Comune di Prato, non funzionano con i servizi affidati "in house providing". Se da un lato si sta facendo il possibile per aprirsi al libero mercato, cercando nuovi fornitori per l'energia elettrica (dal primo luglio Gala Spa è subentrata ad Estra con un risparmio annuale di 90mila euro) e per il gas, dall'altro il Comune è costretto, suo malgrado, a continuare a sborsare soldi a Consiag Servizi al quale sono stati affidati, con contratto quinquennale, tutta una serie di servizi ed attività. Si va dalla manutenzione ordinaria degli immobili comunali alla manutenzione degli ascensori, dalla gestione dei servizi energia, pulizia e pubblica illuminazione. Non solo sempre a Consiag Servizi spetta la manutenzione degli arredi scolastici, l'allestimento dei seggi elettorali, la demolizia di opere abusive. Il contratto, 4 milioni e 500mila euro a carico del Comune, scadrà nell'ottobre 2011. Ecco quindi che anche quest'anno la giunta comunale ha dovuto finora sborsare 1.145.079 euro per il servizio di manutenzione immobili, 692mila euro per il servizio di pulizia, 75mila euro per interventi all'impianto di riscaldamento dell'ex casa di riposo di via Roma, 100mila euro per interventi vari negli uffici comunali, 108mila euro per il servizio impianti elevatori, 209mila euro per il servizio di pulizia nei nidi e 139mila euro nelle scuole dell'infanzia comunali.  L'amministrazione comunale di centrodestra ha più volte espresso la volontà di staccarsi, non appena lo rendono possibili i contratti già sottoscritti, dal Consiag e dalla sue società satelliti, nella convinzione che, al contrario di quello che è accaduto in passato con le giunte di centrosinistra, i vantaggi economici maggiori li si possano ottenere non negli affidamenti in house, ovvero a società partecipate, ma attraverso le gare pubbliche. Una piccola riprova, si sostiene, la si è avuta proprio con l'affidamento del servizio di illuminazione pubblica alla società Gala. In passato, invece, si è perlopiù evitato le gare pubbliche quando determinati servizi potevano essere forniti da società partecipate, persuasi che così facendo si sarebbero strappate le condizioni economiche più vantaggiose.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani