Il Tirreno

Prato

Un commerciante su due ritiene inutili i saldi

Sondaggio della Confesercenti: percentuali di sconto più alte ma pochi acquisti

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 PRATO. A seguito dell'avvio dei saldi estivi 2010, Confesercenti Prato ha avviato un primo sondaggio tra i propri associati per valutarne l'andamento. I primi dati pervenuti, provenienti da un campione di esercenti dislocati nel comune di Prato e nei tre maggiori comuni della provincia (Montemurlo - Poggio a Caiano - Vaiano), delineano i primi segnali importanti.  Rispetto agli anni precedenti, è subito emerso un dato significativo: si è significativamente ridotta la percentuale degli esercenti interpellati che ha dichiarato di non fare saldi (meno del 15%): tra gli esercenti che li hanno avviati, poi, oltre il 50% li ritiene inutili ed un ulteriore 15%, pur ritenendoli necessari, dichiara che il loro inizio andrebbe posticipato (in qualche caso addirittura a settembre).  La percentuale di sconto applicata nella fase iniziale è risultata più alta, rispetto agli anni passati: la quasi totalità degli esercenti interpellati ha affermato di aver applicato fin dall'inizio una percentuale media di sconto superiore al 30%.  Nel confronto con i primi giorni di saldi estivi della stagione 2009, la metà degli esercenti interpellati ha dichiarato che il volume delle vendite è sostanzialmente stabile: per gli altri le vendite segnano il passo, facendo registrare diminuzioni sostanziali nei volumi di vendita.  «I saldi estivi, in sintesi, - commenta il coordinatore sindacale Fismo di Confesercenti Prato, Achille di Isernia - risentono ancora della crisi, confermando l'andamento generale di una stagione deludente, che ancora non sembra dare veri segnali di ripresa. In linea con quanto rilevato negli anni passati, risultano un po' più penalizzati i negozi della periferia e dei centri minori, rispetto al centro storico di Prato».  «Gli occhi - prosegue Di Isernia - sono tutti puntati, ora, sulle amministrazioni cittadine e su quella provinciale. A loro il gravoso compito di mettere in campo gli strumenti per aiutare le piccole imprese del commercio a superare questo momento difficile, che si sta protraendo nella nostra provincia da un tempo ormai troppo lungo perché il tessuto economico regga il colpo». E poi la conclusione aperta al futuro. «Un segnale di ottimismo? Siamo solo ai primi giorni di saldi: speriamo che le prossime settimane segnino un sensibile cambio di rotta».

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