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Sospetti di irregolarità nelle parafarmacie cinesi
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I biglietto da visita che propaganda un prodotto cinese simile al Viagra L'assessore all'integrazione Silli: «Abbiamo segnalato il caso all'Asl»
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PRATO. Se all'interno della comunità cinese fioriscono le cliniche per aborti clandestini non c'è da stupirsi se nascono anche parafarmacie con presente vendite irregolari di farmaci. Su questo specifico argomento intervengono l'assessore all'Integrazione Giorgio Sillie l'assessore alla Sanità dante Mondanelli. «Abbiamo registrato numerose lamentele da parte di farmacisti e di operatori del settore - afferma l'assessore Silli - riguardo a sedicenti parafarmacie che starebbero nascendo, o addirittura già attive, nella zona del Macrolotto zero, gestite da cittadini cinesi». «Una situazione preoccupante - secondo Mondanelli - che terremo sempre sotto stretto controllo». In seguito al decreto Bersani, infatti, per aprire una parafarmacia sono sufficienti una serie di autorizzazioni dalla Regione e all'interno si possono vendere solo farmaci da banco, cioè senza necessità della ricetta medica. E' tuttavia necessaria la presenza stabile e continua di un farmacista abilitato. Sembra che la presenza del farmacista in questo genere di esercizi non sia continua per l'intera durata dell'apertura e pare che effettivamente i farmaci venduti non siano solo quelli definiti da banco. Compaiono in effetti in biglietti pubblicitari scritti in lingua cinese una serie di prodotti fra i quali viagra, farmaci per la virilità, farmaci per la gravidanza e per la fertilità, prodotti per l'aborto». «Ci siamo già mossi - proseguono gli assessori - per segnalare il caso all'Asl e ai carabinieri dei Nas e crediamo infatti che fenomeni come questo debbano essere stroncati sul nascere». Ben venga l'imprenditoria e l'apertura di nuovi esercizi, ma la legge è legge e non può esserci integrazione senza legalità».
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