Il Tirreno

Prato

O si accendono i macchinari o si sta al fresco

Alessandro Pattume
La ditta di tessuti: risolto dopo una luga attesa il problema “energetico”
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La ditta di tessuti: risolto dopo una luga attesa il problema “energetico”

Ditta ha atteso per mesi l'aumento della fornitura di energia elettrica

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 PRATO. Trentacinque gradi all'ombra eppur bisogna andare avanti. La storia, a lieto fine, è quella della Framo snc di Marcello Frati e Riccardo Mugnaioni con sede in via Vai, a cui l'inadeguata fornitura di corrente ha impedito a lungo di accendere contemporaneamente le macchine e il condizionatore d'aria. I titolari si son trovati di fronte a due possibilità: lavorare a temperature infernali oppure prendere il fresco, rinunciando così ad espletare gli ordini. E con la crisi che c'è in giro è un lusso che davvero in pochi si possono permettere. In realtà, alla Framo, la storia si è ripetuta per più di tre mesi, dal 26 marzo per la precisione, quando l'azienda di tessuti a stock decide di richiedere l'aumento della propria fornitura di corrente e al tempo stesso di passare da Enel a Edison. Due passaggi che devono aver mandato in corto circuito l'assistenza delle due aziende. «E' una cosa indecente - si lamentavamo alla Framo prima che arrivassero i miracolosi watt - Abbiamo da lavorare ma non possiamo farlo: chi ci pagherà i danni? Abbiamo resistito tre mesi ma con questo caldo non riusciamo ad andare avanti: vogliamo il servizio che abbiamo chiesto e per cui abbiamo pagato». La Framo acquista nuove macchine e richiede l'aumento del kilowattaggio. Sembra tutto a posto e invece, dopo appena qualche giorno, le cose cominciano a degenerare. «Abbiamo chiamato tre mesi per chiedere informazioni e per riuscire ad attivare finalmente il servizio della Edison - spiega Marcello Frati, uno dei titolari - Siamo stati costantemente ignorati e il nostro lavoro, come qualsiasi altro, non può certo aspettare. Pensavamo tutti che in un periodo come questo alle aziende sarebbe stata data qualche attenzione in più. Invece niente da fare».  L'attesa sembra finita proprio ieri. Le macchine hanno preso a girare in un clima meno tropicale e gli ordini ad essere espletati senza fatica. E' finita al culmine della rabbia e della frustrazione una situazione che rischiava di trasformarsi in un incubo. Adesso, la Framo valuta però se chiedere davvero i danni oppure no. C'è qualche dubbio. Dura la vita preda della burocrazia.

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