Il Tirreno

Prato

Di Carlo nominato preside del Cicognini

Succede a Luigi Nespoli. «Punterò sulla preparazione dei ragazzi al lavoro»

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 PRATO. Agli studenti dice: «Avete diritti ma anche doveri. Il primo è di studuare. Fate quello con tranquillità e serietà, al resto ci pensiamo noi». Alla città chiede partecipazione: «Perchè i ragazzi, che sono quelli che prenderanno il nostro posto domani, devono essere formati e avere tutti gli strumenti necessari. Sono sicuro che se busserò alla porta di associazioni, banche o quanto d'altro, per chiedere sostegno anche economico, mi verrò aperta». Chi parla è il nuovo preside del liceo più autorevole della città, il classico Cicogni Rodari. Nomina a tempo di record per il successore del preside Luigi Nespoli. La scelte, effettuata dall'Ufficio scolastico regionale, per curricula e titoli, è caduta su altro personaggio di chiara fama del mondo della scuola pratese e non solo: Mario Di Carlo, 52 anni, da tre anni preside al liceo Agrario di Pistoia, una lunga carriera scolastica prima come docente e quindi come dirigente scolastico. Di Carlo prenderà servizio a partire dal primo settembre. «E' un'ottima scelta - è il commento di Luigi Nespoli - una persona competente e preparata».  Il nuovo preside del Cicogni Rodari ha iniziato la sua lunga carriera prima d'isegnante poi di preside - ha 32 anni di servizio - a Prato dove da sempre riside, al liceo scientifico Copernico dove insegnava filosofia. Ha poi avuto un'esperienze allo scientifico Carlo Livi dove è rimasto per qualche tempo come preside incaricato, al Marconi, quindi a Montemurlo. Infine è stato nominato dirigente a Pistoia.  «Torno a casa - spiega - ma torno anche ad occuparmi di quella che è stata la mia formazione originaria. Perchè la formazione classica solo in apparenza - continua - non dà frutti immediati ma li garantisce a lungo termine. Prepara ad affrontare la vità in quanto dà gli strumenti per ragionare, dà il metodo, dà gli le chiavi per risolvere i problemi».  Esperto di informatica tanto da preparare i docenti delle scuole superiori, Di Carlo ha ben chiara l'impronta vorrà dare al Cicogni: «Preparare i ragazzi al lavoro, da subito. I concorsi anche i più banali chiedono la conoscenza di almeno una lingua e una base informatica. E' quello che cercherò di fare. E dove non arriveranno i fondi statali - conclude - spero arriverà la città».

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