Uckmar: «Dai distretti alle reti E la banca locale è fondamentale»
Vezio Trifoni
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PRATO. Se i Distretti non sono più il modello giusto allora bisogna puntare sulle Reti. Questo il tema toccato al convegno sul nuovo Contratto di rete svolto all'Auditorium della Cultura e dell'economia e organizzato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti insieme ad Acb Group. La presenza del professor Victor Uckmar, professore emerito dell'Università di Genova, oltre che socio fondatore e presidente del cda del network Acb Group, ha enfatizzato il ruolo dei consorzi e soprattutto l'obiettivo sempre più importante di fare rete oltre a far capire che solo sostenendo la realtà locale con una banca del territorio si potrà dare vitalità al mercato. «Le multinazionali in Italia non esistono più e quindi occorre un collegamento tra imprese o tra consorzi - dice Uckmar - Queste reti devono essere utilizzate per diffondere informazioni che oggi rimangono ferme o mai utilizzate. Prato ha un ruolo di primo piano perchè in questa area esisteva già un distretto e quindi bisogna integrare le varie necessità per risparmiare le economie dei singoli su questioni comuni». Mi Il contratto di rete, istituito col recente decreto 78/2010, può essere un modo per arrivare a un'unione d'intenti. «Manca ancora la normativa fiscale - spiega il presidente dei commercialisti di Prato, Paolo Biancalani - E' soprattutto un passaggio culturale che attraverso questi convegni può dare degli indirizzi al legislatore e far sì che le aziende raggiungano dimensioni più grandi accorpandosi». Ma è Uckmar a continuare sul distretto: «Non bisogna spingere tutti i cambiamenti sul beneficio fiscale, concentriamoci su aspetti delle aziende che sono complementari come è successo per il Distretto». Quindi in un'economia globalizzata la banca locale può essere uno strumento per creare queste reti. «Sicuramente le aziende devono trovare l'interlocutore capace di capire la valenza di un progetto e solo chi conosce il territorio e i clienti può dare aiuto, viceversa è molto difficile». L'esempio sono i Consorzi, i Trust e le Ati (Associazioni temporanee d'impresa).
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