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I campionari diventano fonte di ispirazione
Maria Lardara
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Una sala del Museo del Tessuto Raccolti al Museo del Tessuto e messi in rete, ora nasce un premio per giovani stilisti
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PRATO. Se non finissero al Museo del Tessuto non ne resterebbe memoria o, peggio ancora, entrerebbero in un giro di contraffazione o copiature in Cina o Giappone. Se poi ci si mette la crisi delle aziende, diventa «una tragedia che si perpetua», per dirla con il direttore Filippo Guarini. Sarà anche per questo che negli ultimi due anni i campionari tessili pratesi vengono sempre più donati al museo di via S. Chiara: decine di aziende sull'orlo del fallimento o in fase di concordato che, grazie a un accordo con il Tribunale, qui portano il loro "tesoro" di stoffe di pregio e qualità. «Il museo, che oggi comprende 800 pezzi del patrimonio industriale pratese, punta a diventare un centro servizio per il distretto, a disposizione di chi vuole farsi un'esperienza sul tessile», annuncia il direttore Guarini. E un'occasione è data dal bando di concorso "Texmedin Design Challenge" cofinanziato con i fondi comunitari (su 800 progetti, è arrivato tra i primi 5 selezionati) e avente come capofila il Comune, mentre la Fondazione Museo del Tessuto ne è partner: un programma di alta formazione per giovani stilisti e designer in Italia, Francia e Spagna. E non c'era migliore location che la cornice della Fortezza da Basso di Prima-Moda Tessuto e Pitti Filati per presentare quella che si preannuncia come una sfida a colpi di bozzetti e creatività tra designer di tutta Europa (tra i 18 e 33 anni), il cui premio finale è dato dalla possibilità di partecipare gratuitamente al programma di formazione che durerà da ottobre al luglio 2011. «Speriamo che nascano nuove idee imprenditoriali, oltre ad avvicinare i giovani alla cultura del manifatturiero», è l'auspicio del presidente della Fondazione Museo del Tessuto Andrea Cavicchi. L'imprenditore della Furpile è fra i pochi a mettere a disposizione gli articoli del suo campionario per la consultazione in rete degli studiosi, senza timore di essere copiato. Un esempio di "apertura" valutato positivamente dall'assessore comunale ai rapporti con l'Ue Giorgio Silli, per il quale «i pratesi sono bravi sì a fare innovazione ma hanno bisogno di un cambio di "forma mentis" per guardare al futuro». Occhi puntati intanto su Texmedin Design Challenge, per il quale i candidati dovranno realizzare entro il 15 settembre un progetto per un nuovo tessuto, capo d'abbigliamento o accessorio, rileggendo in chiave contemporanea uno o più elementi della biblioteca digitale. I "fortunati" saranno 15 designer per ogni territorio della rete Texmedin (Prato, Carpi, Terrassa, Lione e Atene) che faranno formazione in 5 "inspiring labs" (in Italia Prato e Carpi), dove firmeranno i loro prototipi utilizzando gli archivi dei musei tessili.
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