Negozi temporanei Ecco l'ultima moda della spesa low cost
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PRATO. Aprono e chiudono nel giro di una stagione o addirittura di un mese ma nel periodo in cui sono aperti spopolano tra gli appassionati di shopping. Sono i temporary shop, negozi temporanei che sfruttando la riduzione dei costi fissi, legati alla loro vita breve, riescono a vendere a prezzi ribassati capi di abbigliamento firmati.
A Prato in questo momento ce ne sono due. In via del Castagno (chiude tra 44 giorni) c'è "90 giorni". All'interno una moda giovane, di tendenza, con capi di Patrizia Pepe, Bagutta e Armani (ma solo per fare qualche esempio). L'ambiente è informale, musica in sottofondo, stand colmi e un gruppo di giovani alla guida. Amici che hanno deciso di tentare con un'esperienza diversa.
Ognuno ha un suo lavoro e nel tempo libero vende. I "capitribù" sono Niccolò Pulidori (avvocato) e Viviana Picchi (commerciante all'ingrosso). Con loro un gruppo di amici che si sono improvvisati elettricisti, commessi, allestitori di negozi. «Non è nato - spiegano Pulidori e Picchi - come un business vero e proprio. Avevamo l'opportunità di trovare dei capi di abbigliamento, sapevamo della possibilità di aprire negozi temporanei e abbiamo deciso di dare la possibilità anche ad altri di acquistare capi a prezzi contenuti. E' possibile tenere i prezzi bassi proprio perché siamo in un locale di amici e abbiamo un affitto molto competitivo, non ci sono stati costi di allestimento, non puntiamo a ricavare uno stipendio vero da questa esperienza».
Una concorrenza che dai commercianti tradizionali potrebbe però essere catalogata come sleale. «Il mondo del commercio sta cambiando e quindi è necessario cambiare anche approccio. Da noi poi si viene, si guarda e si compra quello che ci piace mentre in un negozio tradizionale si va quando si ha necessità di qualcosa di specifico. E comunque è tutto in regola, abbiamo il registratore di cassa, facciamo gli scontrini».
In via Guasti, e fino al 19 giugno, c'è "9-99" con i suoi capi di Polo, Dior, Blumarine. La politica è la stessa ma dietro c'è un vero progetto commerciale cominciato un anno fa e destinato a crescere e a spostarsi in tutta Italia. L'ideatore è il fiorentino Andrea Cecchi, figlio del titolare di una società di stoccaggio di abiti.
«Abbiamo cominciato per scherzo», racconta Cecchi. «Lavoravo in magazzino da mio padre e vedevo che i capi moda venivano venduti ai commercianti veramente a niente quindi per Natale decisi di aprire per tre giorni al pubblico lo show room di mio padre. Fu un gran successo e da allora abbiamo ripetuto l'esperienza a Firenze e adesso a Prato. L'intenzione è quella di continuare anche con Roma e Milano».
«Offriamo ai nostri clienti un'occasione. La possibilità di comprare capi che nei negozi costano centinaia di euro a poche decine. E questo sta piacendo moltissimo».
I.R.
A Prato in questo momento ce ne sono due. In via del Castagno (chiude tra 44 giorni) c'è "90 giorni". All'interno una moda giovane, di tendenza, con capi di Patrizia Pepe, Bagutta e Armani (ma solo per fare qualche esempio). L'ambiente è informale, musica in sottofondo, stand colmi e un gruppo di giovani alla guida. Amici che hanno deciso di tentare con un'esperienza diversa.
Ognuno ha un suo lavoro e nel tempo libero vende. I "capitribù" sono Niccolò Pulidori (avvocato) e Viviana Picchi (commerciante all'ingrosso). Con loro un gruppo di amici che si sono improvvisati elettricisti, commessi, allestitori di negozi. «Non è nato - spiegano Pulidori e Picchi - come un business vero e proprio. Avevamo l'opportunità di trovare dei capi di abbigliamento, sapevamo della possibilità di aprire negozi temporanei e abbiamo deciso di dare la possibilità anche ad altri di acquistare capi a prezzi contenuti. E' possibile tenere i prezzi bassi proprio perché siamo in un locale di amici e abbiamo un affitto molto competitivo, non ci sono stati costi di allestimento, non puntiamo a ricavare uno stipendio vero da questa esperienza».
Una concorrenza che dai commercianti tradizionali potrebbe però essere catalogata come sleale. «Il mondo del commercio sta cambiando e quindi è necessario cambiare anche approccio. Da noi poi si viene, si guarda e si compra quello che ci piace mentre in un negozio tradizionale si va quando si ha necessità di qualcosa di specifico. E comunque è tutto in regola, abbiamo il registratore di cassa, facciamo gli scontrini».
In via Guasti, e fino al 19 giugno, c'è "9-99" con i suoi capi di Polo, Dior, Blumarine. La politica è la stessa ma dietro c'è un vero progetto commerciale cominciato un anno fa e destinato a crescere e a spostarsi in tutta Italia. L'ideatore è il fiorentino Andrea Cecchi, figlio del titolare di una società di stoccaggio di abiti.
«Abbiamo cominciato per scherzo», racconta Cecchi. «Lavoravo in magazzino da mio padre e vedevo che i capi moda venivano venduti ai commercianti veramente a niente quindi per Natale decisi di aprire per tre giorni al pubblico lo show room di mio padre. Fu un gran successo e da allora abbiamo ripetuto l'esperienza a Firenze e adesso a Prato. L'intenzione è quella di continuare anche con Roma e Milano».
«Offriamo ai nostri clienti un'occasione. La possibilità di comprare capi che nei negozi costano centinaia di euro a poche decine. E questo sta piacendo moltissimo».
I.R.
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