Il Tirreno

Prato

La natura a portata di mano

Martina Rafanelli
A sinistra il nuovo marchio delle Aree protette, sotto le Cascine di Tavola, accanto il faggione di Luogomano
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A sinistra il nuovo marchio delle Aree protette, sotto le Cascine di Tavola, accanto il faggione di Luogomano

Breve viaggio nelle aree protette della provincia di Prato

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 PRATO. Spesso Prato viene identificata, anche dai suoi stessi abitanti, unicamente come luogo industriale dal passato glorioso e dal presente sofferente. Per quanto l'industria tessile sia effettivamente il segno distintivo di Prato e la sua principale ragione di sviluppo economico, dal punto di vista del territorio non si può dire che l'area provinciale pratese sia solo una lunga fila di fabbriche e ciminiere; infatti ben un terzo del territorio provinciale è occupato dalle aree naturali protette, talvolta sconosciute agli stessi cittadini. Il sistema delle aree protette pratesi vede sette aree, di cui una riserva naturale e sei Anpil (aree naturali protette di interesse locale), gestite a livello provinciale.  «Le aree protette sono privilegiate per lo sviluppo sostenibile - spiega Alessio Beltrame assessore provinciale al Territorio e pianificazione urbanistica, Valorizzazione delle risorse naturali e aree protette - non sono oasi in cui si lasci tutto intatto ma un luogo dove esiste il giusto equilibrio tra ambiente, sviluppo e socialità. Per questo a Prato abbiamo scelto di unire sotto lo stesso assessorato urbanistica e aree protette».  Dal 2007, anno in cui è stato approvato il piano pluriennale di interventi, molti sono stati i progetti di manutenzione e realizzazione passati dal tavolo della Provincia e molti sono quelli in preventivo per il futuro: «Tra gli interventi più importanti del 2010 - afferma Beltrame - è in programma l'allestimento di un punto ristoro presso Cascina di Spedaletto e il rifacimento della strada di connessione tra Montepiano e Cavarzano. Oltre agli interventi straordinari vi sarà la manutenzione ordinaria di sentieri e strade e il proseguimento di studi e pubblicazioni sulla biodiversità». Tra i progetti più interessanti vi è anche un'ippovia provinciale che attraversi tutte le aree protette e un bando di concorso teso alla ricostruzione del ponte del Manetti, costruito nel 1833 e distrutto durante la seconda guerra mondiale, che univa un tempo le Cascine di Tavola alla Villa Medicea. Una novità più simpatica e promozionale sarà invece il lancio di un brand: si tratta di un piccolo Pan, dio greco delle creature naturali da cui trasse ispirazione anche il personaggio letterario Peter Pan e che prestissimo comparirà graficamente su tutti i progetti di Aree protette: «Abbiamo scelto l'immagine di Pan - continua Beltrame - per rendere riconoscibile il sistema e per creare maggiore interesse anche nella fascia dei giovanissimi».  Un'ottima occasione per scoprire meglio questi gioielli naturali è sicuramente la settimana europea dei parchi, da ieri fino al 30 maggio. In quei giorni molte saranno le iniziative per chi vorrà immergersi nelle bellezze del proprio territorio; ecco allora, area per area, le caratteristiche che le distinguono e gli appuntamenti che le animeranno.  Riserva naturale Acquerino Cantagallo: istituita nel 1998 e unica tra le aree protette ad aver approvato un regolamento nel 2007, la Riserva è caratterizzata da un ambiente tipicamente appenninico, con un rilievo principale di 1200 mt, il Monte Bucciana; si contano poi boschi di faggio e castagno e, per quanto riguarda i fiori, sono i Bucaneve a caratterizzare questa zona molto ricca di acqua, con numerosi ruscelli e con le fonti afferenti ai bacini del Bisenzio e del Reno. Molte anche le specie animali presenti, tra le quali spicca la popolazione di cervo, che ha rilievo sia a livello nazionale che europeo, mentre abbondano anche piccoli mammiferi quali roditori e predatori come le volpi; diffusi anche i rapaci diurni e notturni quali falchi e barbagianni. Unico insediamento umano nella Riserva è il piccolo borgo di Luogomano; tre sono invece i rifugi: Vespaio, Cave e Cai "L.Pacini" e due i centri visite presso Cantagallo e Cascina di Spedaletto. Da non perdere: il cosiddetto faggione di Luogomano, un albero monumentale che con la chioma copre una superficie di circa 900 mq. Appuntamenti. Il 30 maggio, con partenza alle 9 dal Centro Visite di Cantagallo, visita guidata fino al castagneto secolare di Cave. Da segnalare anche il 2 giugno dalle 15, mostra mercatino di prodotti e artigianato della Val di Bisenzio.  Attraverso il sentiero di crinale appenninico in direzione nord-est, la Riserva è raccordata con la vicina Area protetta di Alto Carigiola e Monte delle Scalette: Anpil istituita nel 2002, è caratterizzata da una morfologia suggestiva che vede cascate da raggiungere nei mesi primaverili e autunnali, particolari scavature nella roccia provocate dal Torrente Carigiola, i versanti a "gradinata" del Monte delle Scalette e le fortissime pendenze dei versanti del Monte della Scoperta.  Per il settore faunistico si possono avvistare cinghiali e caprioli, occasionalmente il lupo e naturalmente il cervo dell'Acquerino. Tre i rifugi: Poggio di Petto, Pacini e Eremo del viandante; per le informazioni invece si può far riferimento al centro visite di Cantagallo e ai centri pro-loco di Cavarzano, Fossato, Gavigno, Montepiano e Luciana. Da non perdere: il percorso chiamato Anello Cascate del Carigiola, con partenza e ritorno al Tabernacolo della Tavoletta, che offre spettacolari vedute del Torrente Carigiola, pareti di roccia a strapiombo, cascate e pozze d'acqua limpidissima. Appuntamenti. Stamani alle 8 partenza dell'escursione trekking dal Bacino di Brasiamone all'Alpe di Cavarzano.  Area protetta Monti della Calvana: Anpil istituita nel 2003 e morfologicamente molto diversa dalle due precedentemente menzionate, la Calvana è un massiccio calcareo che, attraverso l'azione erosiva delle acque ha dato vita a un sistema tipicamente carsico con moltissime grotte, concentrate soprattutto nella parte meridionale della dorsale, insiemi di doline e campi composti da massi affioranti variamente erosi. Il paesaggio alla vista è brullo, caratterizzato da formazioni erbose secche, cespugli, monumentali esemplari di Biancospino come la cosiddetta Spina Vagliucci, che si incontra nel sentiero lungo il crinale del Poggio dei Mandrioni, e Orchidee, spettacolari nella fioritura primaverile.  Da non perdere: lo spettacolare sentiero Montecuccoli - Monte Prataccio con suggestive praterie di crinale. Appuntamenti. A Sofignano, il 30 maggio alle 15 si terrà la Festa della Spolveratura e della Fienagione.  Area protetta Monteferrato: Anpil istituita contemporaneamente alla Riserva, nel 1998, porta nel suo nome una descrizione già esauriente della sua formazione geologica ricca di minerali ferrosi. Immediatamente identificabile con le tre cime di Poggio Ferrato, Monte Mezzano e Monte Piccioli, il Monteferrato per la presenza di rocce ofiolitiche e per le condizioni inospitali, può vantare specie molto rare di flora, come per esempio la ginestra spinosa dai fiori gialli, faggeti a bassa quota e le ofioliti, piante descritte solamente in quest'area. In quest'Area protetta sono compresi anche il Centro di Scienze Naturali e il Museo della deportazione di Figline, oltre al Laboratorio per affresco "Leonetto Tintori", sempre a Figline, e al Laboratorio Naturalistico Le Volpaie a Montemurlo. Da non perdere: Visita al Mausoleo di Malaparte sulla vetta del Monte Le Coste, detto "Spazzavento". Appuntamenti. Oggi alle 16,30 visita guidata da Deanna Tozzi nel parco del Centro di Scienze Naturali, ingresso 5 euro.  Area protetta Artimino: collocato lungo la dorsale del Montalbano, Anpil dal 2007, ha nella conservazione di un'urbanistica risalente alle epoche etrusca, medievale e medicea la sua maggior ricchezza. Oltre al borgo medievale sono infatti da segnalare la Villa Medicea "La Ferdinanda", il Museo Archeologico e l'Area archeologica di Prato Rossello. Nonostante l'insediamento, non manca anche qui un paesaggio di grande interesse estetico ed ecologico fatto di poderi, coltivazioni, vigneti ed oliveti alternati ai boschi; mentre all'interno della Villa si possono ammirare un Leccio e un Gelso secolari. Per quanto riguarda la fauna, tutto il territorio un tempo faceva parte del Barco reale, bandita di caccia dei Medici ed era popolato da ogni tipo di selvaggina. Oggi si registra la presenza di varie specie di anfibi, rettili e pipistrelli. Da non perdere: il sentiero Poggio alla Malva - Artimino, che attraversa tutte le principali attrazioni della zona. Una volta visitato Artimino, proseguendo lungo il sentiero CAI 300 o proseguendo in auto in direzione Vinci, si può raggiungere facilmente l'altra Anpil istituita nel 2007, ovvero l'Area protetta Pietramarina: ultima collina del Montalbano, dalla sua sommità nelle giornate più limpide è possibile spingere lo sguardo fino alla costa e al mare dove si scorge il profilo dell'isola di Gorgona e, con tutta probabilità, è da qui che deriva il nome di questo monte. Sempre sulla cima è possibile ammirare il fascino dell'unione tra un secolare bosco di lecci e agrifogli e i ritrovamenti di una cinta muraria e altri edifici di origine etrusca. Ai piedi del Monte Pietramarina è quindi conservata l'Abbazia romanica di S. Giusto. Anche questa zona, come Artimino, faceva parte del Barco reale mediceo; le caratteristiche di flora e fauna sono infatti pressoché identiche nelle due aree. Da non perdere: il sentiero Pinone - Pietramarina, tutto particolarmente panoramico con arrivo alla vetta del Monte. Appuntamenti. Oggi con partenza alle 9.30 da Il Pinone, passeggiata e pulizia dei percorsi; ristoro alle 13.30 presso il "Casino dei birri" e alle 15.30 visita guidata ai lecceti. Tornando a valle infine, l'ultima Anpil che incontriamo, anche per ordine di istituzione, è l'Area protetta Cascine di Tavola: istituita nel 2008, un tempo era proprietà dei Medici che ne avevano fatto la zona agricola adiacente alla Villa di Poggio a Caiano sul modello di quelle padane, unendo, come loro stile, l'utile al dilettevole, introducendovi specie animali esotiche come pavoni, conigli spagnoli e daini bianchi e creando un sistema di canali strutturati per la navigazione e per la regimazione dei corsi d'acqua.  Da non perdere: con accesso dalla località Tavola è possibile raggiungere l'argine del Torrente Ombrone e osservare ancora i resti del ponte del Manetti e godere di un'insolita veduta della Villa Medicea. Appuntamenti. Oggi dalle 15.30 Parco in Festa: visita agli orti sociali e all'oasi apistica "Le Buche"; ai partecipanti sarà offerta una merenda con i prodotti dell'area.  Per maggiori informazioni su iniziative e appuntamenti consultare il sito internet www.areeprotette.provincia.prato.it

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