Il Tirreno

Prato

Un'altra rapina in banca I sindacati: è un'emergenza

Pasquale Petrella
Un'altra rapina in banca I sindacati: è un'emergenza

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Nuovo colpo in banca. Ieri mattina è toccato all'agenzia Unipol di viale Montegrappa dopo che martedì pomeriggio era stata assaltata quella della CariPrato in via Fiorentina. Anche questa volta, a distanza di diciannove ore dalla prima rapina, ad entrare in azione sono stati in due, uno dei quali aveva il volto coperto da un cappellino ed era armato di trincetto. I due balordi si sono fatti consegnare i soldi in contante che si trovavano nella cassa, circa novemilacinquecento euro, e sono fuggiti a bordo di una Fiat Uno di colore bianco. Dalla descrizione del veicolo, fatta dai testimoni: in banca si trovavano quattro dipendenti e due clienti, i carabinieri sono riusciti poco dopo ad individuare il veicolo che era stato abbandonato poco distante. Dalla targa è emerso che era stata rubata alcuni giorni fa ad un ottantenne pratese. L'auto è stata posta sotto seqeustro e portata in caserma dove verranno fatti i rilievi per trovare eventuali impronte digitali utili a risalire ai due banditi.Il colpo di martedì pomeriggio che ha fruttato circa settemila euro sarebbe stato commesso da due giovani che parlavano con accetto del Sud, quelli di ieri mattina invece sembra che parlassero un italiano senza particolari inflessioni. Dovrebbe trattarsi quindi di due coppie di banditi anche se gli investigatori non hanno ancora del tutto escluso che possa trattarsi della stessa coppia. Questa recrudescenza delle rapine in banca sta preoccupando i sindacati dei bancari che intervengono con un comunicato. «La situazione a Prato si è fatta particolarmente grave e preoccupante. Esiste una vera e propria emergenza - scrivono i sindacati di CariPrato - Già da tempo queste organizzazioni sindacali avevano evidenziato in sede aziendale e alle istituzioni cittadine la pericolosità del fenomeno, che registra un costante aumento. La situazione di CariPrato e della città appare da questo punto di vista in controtendenza rispetto a quella del settore che evidenzia, nel 2010, un calo del 19% a livello nazionale. Si dimostrano insufficienti le misure adottate per prevenire un fenomeno che espone quotidianamente un numero rilevante di lavoratori e clienti ad un rischio mortale. Per fortuna, anche grazie al comportamento responsabile dei dipendenti coinvolti, si sono finora limitati eventi che avrebbero potuto provocare conseguenze fisiche ben più gravi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino