Il presidio
Lavoro fatto ma niente soldi
Alessandro Pattume
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La residenza per anziani di San Lorenzo a Greve dove la Poggianti ha eseguito i lavori La Poggianti coperture rischia la crisi dopo un subappalto a Firenze
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MONTEMURLO.Una piccola azienda artigiana che rischia la crisi per le inadempienze degli appaltatori. E' il caso della Poggianti coperture di Montemurlo e dei 50mila euro che deve riscuotere da un anno e mezzo. «Quando abbiamo visto il sindaco di Firenze inaugurare la struttura che abbiamo contribuito a costruire e per cui ancora non siamo stati pagati - raccontano Bruno e Leonardo Poggianti - ci siamo arrabbiati». Così prima hanno scritto a Renzi e poi sono passati agli avvocati. La Poggianti coperture è una piccola azienda artigiana specializzata in coperture metalliche per edifici. Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 ha realizzato lavori per 60mila euro nella nuova residenza comunale per anziani di San Lorenzo a Greve (Fi) riscuotendone solo diecimila. L'appalto del Comune era stato vinto dal Consorzio Cosap, di cui faceva parte anche la Partenopea Costruzioni, l'azienda che poi aveva commissionato il lavoro alla Poggianti coperture. Ma prima che i lavori fossero completati la Partenopea Costruzioni è stata estromessa dal Consorzio e quando è venuto il momento di riscuotere la Poggianti coperture si è così ritrovata senza un interlocutore. «Anche una cifra come questa, 50mila euro, pesa enormemente sui bilanci di un'azienda familiare come la nostra - spiega Bruno Poggianti - All'inizio abbiamo scritto a Renzi, ma lui non ci ha risposto. Così abbiamo presentato istanza di pignoramento al Comune di Firenze, ma ci hanno risposto che contrattualmente noi non avevamo nessun rapporto con loro e allora, come ultimo tentativo - conclude - Abbiamo presentato un'istanza di fallimento per la Partenopea Costruzioni». L'udienza si terrà il 7 giugno a Napoli, ma Bruno e Leonardo Poggianti non hanno molte speranze di rivedere i loro soldi. «Non siamo per niente fiduciosi nonostante questa sia ormai diventata una questione di principio - ammettono - Anche perchè, in casi come questi, se veramente l'azienda avesse voluto risolvere la questione, avrebbe dovuto già farsi avanti da un pezzo». Così, l'unica cosa che probabilmente rimarrà di tutta la vicenda è l'amarezza. «E' incredibile che nel 2010, al di là della crisi, si possa lavorare senza la certezza di essere pagati - commenta Leonardo Poggianti - Ma è anche tutto il sistema ad essere sbagliato, a partire dai bandi al massimo ribasso per arrivare alla concessione di appalti ad aziende di cui non si conosce la stabilità economica».
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