Il Tirreno

Prato

Dalla mostra di Jenkins parte la "nuova vita" di Palazzo Pacchiani

Riccardo Tempestini
Sopra, il sindaco Cenni consegna i sigilli a Jenkins. In alto a destra, l’ingresso di Palazzo Pacchiani
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Sopra, il sindaco Cenni consegna i sigilli a Jenkins. In alto a destra, l’ingresso di Palazzo Pacchiani

L'occasione è stata la consegna dei sigilli all'artista Nello storico edificio è stata allestita un'antologica

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 PRATO. Come rivitalizzare il "Palazzolo", con la centralissima via Mazzini, rimasta con ben pochi sporti alzati? L'antologica dell'artista americano Paul Jenkins ha dato spunto al sindaco Roberto Cenni per una riflessione sul destino di palazzo Pacchiani, di proprietà comunale e affidato all'assessorato all'Urbanistica.  «Vorrei trasferire qui assessorati e altri uffici ora in affitto. Prima però è necessario portare a termine il progetto per i piani alti, ma anche trovare i finanziamenti» spiega il sindaco.  Dopo il trasferimento dell'Istituto Marconi, il precedente assessore all'urbanistica Stefano Ciuffo cominciò a pensare ad un diverso utilizzo di palazzo Pacchiani, aprendo intanto l'"Urban Center" al piano terreno, per poi trasferire ai piani alti il suo assessorato e lo Sviluppo economico, ora in affitto. Un progetto ripreso dall'attuale amministrazione, con l'assessore Gianni Cenni impegnato a reperire la fattibilità economica, circa tre milioni di euro, necessari per la ristrutturazione dei due piani alti, ma anche a recuperare nuovi spazi aperti, all'interno della struttura, che ha ramificazioni verso via del Carmine e verso via san Silvestro. «Il nodo più importante riguarda il reperimento delle risorse, ma l'amministrazione comunale è decisa a realizzare questo importante investimento per più motivi - continua l'assessore all'urbanistica - Per primo la rivitalizzazione di questo pezzo del centro storico, ma anche la possibilità di un risparmio finanziario nel lungo periodo per l'ente».  Per l'affitto dei due assessorati, Urbanistica e sviluppo economico, il Comune ora spende 250 mila euro ogni anno, mentre altre risorse arriverebbero dalla vendita della palazzina delle concessioni edilizie, in via Giotto, di proprietà del Comune. Ieri pomeriggo intanto il sindaco Roberto Cenni ha consegnato gli "Antichi sigilli" del comune a Paul Jenkins, nei saloni al piano terra di palazzo Pacchani, dov'è allestita l'antologica dell'artista americano fino al 30 giugno. Secondo l'organizzatore dell'evento, Mauro Stefanini, amico di Jenkins, non è da escludere che l'artista decida di donare al comune di Prato una delle opere esposte, per dimostrare l'apprezzamento per gli "Antichi sigilli.  

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