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Firenze-Prato, una nuova stagione
Fabio Barni
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Carlo LongoCenni e Longo convinti: «Con Renzi si può lavorare a progetti comuni»
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PRATO. Ha destato un'ottima impressione sul presidente della Camera di commercio, Carlo Longo, mentre al sindaco Roberto Cenni dà l'impressione di poter essere un valido e serio interlocutore. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, era insieme a loro e al presidente della Camera di commercio fiorentina, nella "Giornata dell'economia" che è parsa aprire una nuova stagione nel dialogo tra Firenze e Prato. Il capoluogo di Regione e la seconda, e più vicina, città della Toscana. «Credo nei nostri colloqui - spiega Roberto Cenni - e sono certo che se su diversi argomenti prevarrà il buon senso, potremo presto arrivare in concreto ad affrontare questioni che riguardano le due città». Insidie? Per il sindaco di Prato ce n'è soltanto una: «Lavoreremo bene se le questioni ideologiche non si metteranno di traverso». E se di traverso dovessero mettersi i comuni minori dell'area metropolitana? Per Cenni vale il discorso identico, evitare scontri ideologici e far prevalere il buon senso. Con l'aggiunta che «nessuno vuole tagliar fuori nessuno», neppure su partite difficili come quella della riorganizzazione delle società di servizi, le utility, «sulle quali in Toscana siamo in grave ritardo» per dimensioni, capacità di penetrare sul mercato e razionalizzazione a livello, quanto meno, di un'area omogenea sotto tanti punti di vista. «È un argomento sul quale dovremo lavorare insieme - dice il sindaco - consapevoli che chi sta nel mezzo, anche in Comuni piccoli, trae spesso piccoli vantaggi dall'attuale assetto. Dovremo fare in modo che i vantaggi ci siano sempre e per tutti, tenendo presente la necessità di cambiare». Aziende più grandi e efficienti, in definitiva, per affrontare nodi che non sono di carattere strettamente locale. Il pensiero corre ai rifiuti. «Affrontare l'argomento con Firenze è una scelta quasi obbligata - continua Roberto Cenni - Dalla raccolta allo smaltimento, dalla valorizzazione del differenziato alla realizzazione degli impianti dovremo formare squadre e strategie abbastanza forti per arrivare a una soluzione rapida e a soggetti che possano gestirla». In estrema sintesi, per il sindaco pratese, l'area e le principali città dovranno ragionare in modo coordinato e intelligente, presentandosi insieme di fronte a Regione e Governo. La palla, dopo l'iniziativa delle Camere di commercio che hanno voluto riunire tutti e chiamare tutti a pensare in ottica metropolitana, è ora dei due sindaci. «Spetta a Cenni e a Renzi - dice Carlo Longo - saper coinvolgere anche i comuni più piccoli e saper mediare sia verso questi che verso Regione o Stato. Prato e Firenze hanno molte partite in comune che appaiono, di fatto, già aperte. È il caso, per restituire fiducia alle imprese e alle persone, di procedere alla loro attuazione». Esempi? «La stessa Camera di commercio è impegnata sulle infrastrutture, dalla Prato-Signa che deve sbloccarsi ed essere costruita all'aeroporto che, in un modo o nell'altro, deve cambiare. Abbiamo poi l'interporto che potrà riuscire a movimentare le merci in maniera efficiente per l'intera area metropolitana. È chiaro che molto, sul futuro dell'interporto, dipende dalla Regione e dalle Ferrovie. Ma Prato e Firenze insieme possono farsi sentire, hanno un loro peso. Sono sicuro - conclude il presidente della Camera di commercio - che una discussione con Renzi e Cenni da una parte e il presidente della Regione Enrico Rossi dall'altra potrà sbloccare velocemente diversi progetti di cui si parla da anni».
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