Il presidio
La signora invita gli imprenditori connazionali a iscriversi alle associazioni
Il nuovo console cinese si presenta Lady Zhou: «Assumete gli italiani»
Maria Lardara
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Il nuovo console cinese Zhou Yunqi 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il suo doveva essere solo un saluto per la comunità cinese chiamata a raccolta ieri pomeriggio alla Monash. Giusto il tempo di prendere confidenza con la scrivania che fino a qualche settimana fa era del predecessore Gun Honglin, con cui la giunta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Zhou Yunqi è da 5 giorni il nuovo console cinese di Firenze. 50 anni, originaria di Pechino, completamente a digiuno di italiano ma non delle difficoltà dell'immigrazione cinese a Prato, Per la prima volta il nuovo punto di riferimento per la comunità degli orientali pratesi è una donna. Aria distinta e sorriso sulle labbra, il console Yunqi si è quasi commossa quando una giovane di Associna le ha consegnato un mazzo di fiori per la festa della mamma. Sullo sfondo, il seminario promosso dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni con il partenariato di Associna che ha illustrato i risultati di una ricerca condotta su un campione di 60 cinesi, divisi tra imprenditori e lavoratori che operano a Prato. Prove di dialogo e integrazione in un salone gremito di imprenditori orientali, che hanno avanzato dubbi e quesiti anche elementari su come aprire un bar a Prato, ad esempio, di fronte alla platea di interlocutori istituzionali. Ed è dal senso dell'iniziativa che ha preso spunto lady Zhou per il suo discorso di presentazione. «Eventi come questi - ha esordito - creano una piattaforma di dialogo tra imprenditori cinesi e operatori istituzionali». Poi l'enfasi sul ruolo dell'imprenditoria cinese sul territorio. «Sta dando un contributo alla prosperità economica di Prato. Certo, esistono delle diversità fra le due culture. I miei connazionali in questi anni hanno avuto non poche difficoltà nei percorsi d'inclusione sociale anche a causa delle barriere linguistiche». Insomma, sarà anche arrivata da cinque giorni in Toscana, ma un'idea sulla specificità pratese se l'è fatta di certo. Tanto da invocare «tolleranza e intelligenza tutte le parti» negli approcci all'integrazione. Poi un messaggio per gli imprenditori connazionali: «Devono entrare nelle associazioni di categoria locali, assumere personale italiano». E per le istituzioni locali. «Mi auguro che possano avvicinarsi alla comunità cinese, conoscerne la quotidianità e i problemi. E poi comunicare per evitare di cronicizzare questi ultimi». Al nuovo console ha subito ribattuto l'assessore comunale Giorgio Silli. «L'inclusione sociale - ha ricordato - è ormai un dovere istituzionale. L'amministrazione sta lavorando molto per fornire tanti servizi per l'immigrazione. L'auspicio è che con il consolato si possano attivare dei percorsi di collaborazione maggiori che in passato». Tornando all'indagine di Associna illustrata da Alex Lin e Junyi Bai, emerge lo spaccato di una comunità alle prese con molte incertezze. Per gli imprenditori s'impone la necessità di una minore discriminazione economica rispetto agli italiani. Si chiede maggiore protezione dalle forze dell'ordine e un aiuto a mettersi in regola «in modo graduale».
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