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Cadde per un capriolo, La Regione paga 73mila euro

Un capriolo, animale costato caro a Regione e Provincia di Prato
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Un capriolo, animale costato caro a Regione e Provincia di Prato

Cadde di bicicletta, a 77 anni, dopo essere stato urtato da un capriolo. Ora un pensionato  di Vernio  avrà in risarcimento dalla Regione e dalla Provincia di Prato 73mila euro. L'incidente avvenne il 28 luglio 2003 sulla strada regionale 325 all'altezza di Terrigoli. Il giudice ha imputato alla Regione e alla Provincia di non aver apposto alcuna rete di recinzione lungo la strada nè di aver installato cartelli  che segnalassero la presenza di animali

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PRATO. Nello scontro tra il ciclista e il capriolo fu il primo ad avere la peggio e visto che gli animali, com'è noto, non hanno l'assicurazione, saranno la Regione e la Provincia di Prato a risarcire un pensionato di 77 anni, residente a Vernio, per una rovinosa caduta avvenuta il 28 luglio 2003 sulla strada regionale 325 all'altezza di Terrigoli.

Il giudice Micaela Lunghi ha condannato Regione Toscana e Provincia di Prato a risarcire con 73.082 euro l'anziano ciclista, oltre al pagamento di 9.072 euro di spese legali e altre somme per le consulenze tecniche. Alla fine il conto supererà certamente i centomila euro.
Si è quindi conclusa un'annosa vicenda giudiziaria che non prometteva davvero niente di buono, almeno all'inizio, per il pensionato di Vernio.

«Quando sono andato a parlare con quelli dell'assicurazione - racconta il suo avvocato, Carlo Iannelli - quasi mi hanno riso in faccia». Ora invece ride il ciclista, che rischiò di lasciarci le penne quella mattina dell'estate 2003 e ha riportato un' invalidità dell'11 per cento. Incasserà anche un cospicuo risarcimento, seppur a distanza di quasi sette anni.

Secondo quanto accertato nel corso del procedimento penale, la mattina del 28 luglio il pensionato, all'epoca settantenne, stava percorrendo un tratto in discesa all'altezza della località Terrigoli quando si vide sbucare all'improvviso un capriolo, lo urtò e cadde dopo un grande volo. Nella caduta l'uomo riportò un grave trauma cranico e sospette emorragie interne, tanto che fu necessario trasportarlo in prognosi riservata con l'elicottero all'ospedale di Careggi. Nei giorni seguenti per fortuna si riprese dai postumi dell'incidente e quando tornò a casa, decise che qualcuno doveva pagare per quello strano scontro.

Fece dunque causa alla Regione, responsabile dei danni provocati dalla fauna selvatica, e alla Provincia, competente sulla manutenzione della strada.
Le sue tesi sono state integralmente accolte dal giudice Lunghi, che ha imputato alla Regione e alla Provincia di non aver apposto alcuna rete di recinzione lungo la strada in un tratto contraddistinto dall'abbondanza di fauna selvatica. Il giudice ha contestato anche la mancanza di cartelli di pericolo che segnalassero la presenza di animali.

I cartelli in realtà ora ci sono, ma si è accertato che sono stati installati nel 2004, cioè un anno dopo l'incidente.  Forse sarebbero bastati quelli a far assolvere i due enti pubblici.

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