Il presidio
BAR CASTAGNO IN FESTA
Col Gratta e vincisi porta a casa quasi 2 milioni
Barbara Burzi
Qualcuno bussa alla saracinesca abbassata a metà. Poi, soltanto una parola pronunciata con un inconfondibile accento toscano: «Grazie». Nemmeno il tempo di rispondere, che l'anonimo neomilionario baciato dalla fortuna si era già allontanato, lasciando prima scivolare nella fessura, la fotocopia del biglietto vincente della nuova serie "Turista per sempre"
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PRATO. Qualcuno bussa alla saracinesca abbassata a metà. Poi, soltanto una parola pronunciata con un inconfondibile accento toscano: «Grazie». Nemmeno il tempo di rispondere, che l'anonimo neomilionario baciato dalla fortuna si era già allontanato, lasciando prima scivolare nella fessura, la fotocopia del biglietto vincente della nuova serie "Turista per sempre". Una giocata da cinque euro per ritrovarsene in tasca un milione e 740mila: 200 mila euro subito, 6000 euro al mese per vent'anni e 100mila euro di bonus finale. Praticamente un vitalizio.
Questa volta la dea bendata è passata da Prato consegnando al bar di via del Castagno da cui prende il suo nome, il gratta e vinci super fortunato, acquistato da un cliente che per ora ha deciso di mantenere nascosta la sua identità.
Il titolare del bar "Castagno" Paolo Spinelli racconta di aver appreso la notizia soltanto ieri l'altro, dopo l'orario di chiusura, mentre stava facendo le pulizie all'interno. «Erano circa le otto e mezzo di sera quando qualcuno ha bussato alla saracinesca dicendo nient'altro che grazie - dice il proprietario del bar - quando mi sono affacciato alla porta, l'uomo era già scappato via, ma ci ha lasciato la fotocopia del biglietto vincente. Non ho fatto in tempo a vederlo in faccia, però dalla voce non era straniero e aveva l'accento toscano». Intanto la caccia al super fortunato è già scattata, ieri mattina davanti al bancone del bar si parlava d'altro.
«Non abbiamo idea di chi possa aver grattato questa cartolina fortunata - commenta Spinelli mostrando la fotocopia della giocata vincente appesa alla parete - non escludiamo che possa essere un cliente abituale, ma potrebbe anche trattarsi di un automobilista di passaggio».
Quello di martedì è il più alto colpo messo a segno dal bar Castagno dal 2001, cioè dalla famigerata vincita da 18 miliardi di lire, finiti nelle tasche di un cliente che aveva centrato il 5+1 al Superenalotto. Al proprietario del bar adesso non resta altro che sperare in un gesto di riconoscenza, che potrebbe concretizzarsi in un bel gruzzoletto di soldi. «Magari - commenta - ma non credo che si faccia vivo ancora, ha già ringraziato una volta. Che posso dirgli? Beato lui. A me non cambierà nulla».
Di questo ne è convinto anche Riccardo, barista al Castagno da tredici anni: «L'ultima volta che ci fu una vincita miliardaria, il fortunato non ci offrì neanche da bere. Non era per paura di farsi scoprire perché se avesse voluto, avrebbe trovato il modo di farlo anche restando nell'anonimato».
L'effetto da vincita record si farà comunque sentire in via del Castagno, dove, come accade in questi casi, è atteso il solito pellegrinaggio di giocatori speranzosi di pescare a loro volta il biglietto che ti cambia la vita, in quel bar baciato ben due volte dalla fortuna.
Questa volta la dea bendata è passata da Prato consegnando al bar di via del Castagno da cui prende il suo nome, il gratta e vinci super fortunato, acquistato da un cliente che per ora ha deciso di mantenere nascosta la sua identità.
Il titolare del bar "Castagno" Paolo Spinelli racconta di aver appreso la notizia soltanto ieri l'altro, dopo l'orario di chiusura, mentre stava facendo le pulizie all'interno. «Erano circa le otto e mezzo di sera quando qualcuno ha bussato alla saracinesca dicendo nient'altro che grazie - dice il proprietario del bar - quando mi sono affacciato alla porta, l'uomo era già scappato via, ma ci ha lasciato la fotocopia del biglietto vincente. Non ho fatto in tempo a vederlo in faccia, però dalla voce non era straniero e aveva l'accento toscano». Intanto la caccia al super fortunato è già scattata, ieri mattina davanti al bancone del bar si parlava d'altro.
«Non abbiamo idea di chi possa aver grattato questa cartolina fortunata - commenta Spinelli mostrando la fotocopia della giocata vincente appesa alla parete - non escludiamo che possa essere un cliente abituale, ma potrebbe anche trattarsi di un automobilista di passaggio».
Quello di martedì è il più alto colpo messo a segno dal bar Castagno dal 2001, cioè dalla famigerata vincita da 18 miliardi di lire, finiti nelle tasche di un cliente che aveva centrato il 5+1 al Superenalotto. Al proprietario del bar adesso non resta altro che sperare in un gesto di riconoscenza, che potrebbe concretizzarsi in un bel gruzzoletto di soldi. «Magari - commenta - ma non credo che si faccia vivo ancora, ha già ringraziato una volta. Che posso dirgli? Beato lui. A me non cambierà nulla».
Di questo ne è convinto anche Riccardo, barista al Castagno da tredici anni: «L'ultima volta che ci fu una vincita miliardaria, il fortunato non ci offrì neanche da bere. Non era per paura di farsi scoprire perché se avesse voluto, avrebbe trovato il modo di farlo anche restando nell'anonimato».
L'effetto da vincita record si farà comunque sentire in via del Castagno, dove, come accade in questi casi, è atteso il solito pellegrinaggio di giocatori speranzosi di pescare a loro volta il biglietto che ti cambia la vita, in quel bar baciato ben due volte dalla fortuna.
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