Meteo
Dopo alluvione
Stivali e pale agli sfollati del Calicerestano solo fango e debiti
Barbara Burzi
◗
Alcuni residenti recuperano nel fango ciò che resta delle caseSi svegliano indossando gli stivali di gomma e vanno avanti per tutto il giorno a pulire dal fango quello che resta delle loro abitazioni travolte dall'esondazione del Calice. Di sera, fanno ritorno a villa del Palco, una sistemazione provvisoria, dove le quattro famiglie sfollate alloggiano in attesa di tornare alla vita normale
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Si svegliano indossando gli stivali di gomma e vanno avanti per tutto il giorno a pulire dal fango quello che resta delle loro abitazioni travolte dall'esondazione del Calice. Di sera, fanno ritorno a villa del Palco, una sistemazione provvisoria, dove le quattro famiglie sfollate alloggiano in attesa di tornare alla vita normale. Ieri è stato il primo giorno di sole dopo la pioggia intensa dei giorni scorsi. Il peggio sembra essere passato, e i residenti più colpiti dall'alluvione cominciano a contare i danni. La situazione peggiore si è verificata al ponte dei Bini, dove si è frantumato l'argine del fiume. Di fronte al gruppo di case di nuova costruzione, quelle più danneggiate dall'alluvione, al posto del parcheggio, c'è adesso una piscina d'acqua. «Qui è un vero disastro - spiega uno dei residenti - la strada che conduceva alle case e il parcheggio antistante, sono rimasti sommersi insieme alle nostre auto».
Completamente buttati giù anche i recinti dei giardini: fuori, accatastati, ci sono mucchi di cose mischiati a detriti. Mentre le mogli sono intente a recuperare il maggior numero di effetti personali possibile, gli uomini pretendono spiegazioni parlando con gli operatori della protezione civile e gli assessori competenti, recati sul posto per fare insieme un sopralluogo.
Dopo lo spavento iniziale, restano la rabbia di veder andare distrutto l'investimento di una vita e l'amarezza per un futuro incerto. «Non sappiamo quando potremo tornare in casa - spiega Giuseppe Genna - sono qui da appena un anno e la prima alluvione si è portata via sia la cucina nuova che il salotto. Per non parlare di porte, finestre, degli impianti elettrici e di riscaldamento completamente distrutti. Ci servono soldi, senza un aiuto economico immediato non possiamo neanche ricominciare. Ho già chiesto se sia possibile attivare dei finanziamenti agevolati, ma per ora mi hanno detto che non ci sono fondi». Il vicino Paolo Cavini si presta a fare da guida mostrando come l'umido stia mangiando le pareti di casa sua: «Anche volendo - dice - non potrei portare i miei figli a vivere in questo stato». I tempi per il ritorno a una vita normale si allungano di molto se tiene conto dei danni recati agli impianti: «C'è da ripristinare del tutto la struttura dei pozzi - raccontano - l'autoclave è partita completamente e le pompe non funzionano più». Ancora più urgenti sono i problemi alle fosse biologiche, che erano state realizzate con un impianto a fitodepurazione.
L'unica consolazione per adesso resta la certezza di non dover pagare, per un anno almeno, le rate del mutuo, che in accordo con le banche, sono state congelate: «Io sto aspettando ancora una risposta dal Banco di Roma - aggiunge Giuseppe Genna - spero che non ci siano ripensamenti e che l'attesa sia dovuta solo a una questione burocratica».
Lo stato di calamità è stato accertato, ora serve solo rimboccarsi le maniche: «In vent'anni, è già la quinta volta che mi trovo a togliere l'acqua di casa - racconta un pensionato della zona - dal momento che ogni volta abbiamo chiesto la messa in sicurezza dell'argine, tutti sapevano che era a rischio. Mi chiedo perché gli interventi non siano stati progammati prima, sperando solo che non risucceda mai più».
Completamente buttati giù anche i recinti dei giardini: fuori, accatastati, ci sono mucchi di cose mischiati a detriti. Mentre le mogli sono intente a recuperare il maggior numero di effetti personali possibile, gli uomini pretendono spiegazioni parlando con gli operatori della protezione civile e gli assessori competenti, recati sul posto per fare insieme un sopralluogo.
Dopo lo spavento iniziale, restano la rabbia di veder andare distrutto l'investimento di una vita e l'amarezza per un futuro incerto. «Non sappiamo quando potremo tornare in casa - spiega Giuseppe Genna - sono qui da appena un anno e la prima alluvione si è portata via sia la cucina nuova che il salotto. Per non parlare di porte, finestre, degli impianti elettrici e di riscaldamento completamente distrutti. Ci servono soldi, senza un aiuto economico immediato non possiamo neanche ricominciare. Ho già chiesto se sia possibile attivare dei finanziamenti agevolati, ma per ora mi hanno detto che non ci sono fondi». Il vicino Paolo Cavini si presta a fare da guida mostrando come l'umido stia mangiando le pareti di casa sua: «Anche volendo - dice - non potrei portare i miei figli a vivere in questo stato». I tempi per il ritorno a una vita normale si allungano di molto se tiene conto dei danni recati agli impianti: «C'è da ripristinare del tutto la struttura dei pozzi - raccontano - l'autoclave è partita completamente e le pompe non funzionano più». Ancora più urgenti sono i problemi alle fosse biologiche, che erano state realizzate con un impianto a fitodepurazione.
L'unica consolazione per adesso resta la certezza di non dover pagare, per un anno almeno, le rate del mutuo, che in accordo con le banche, sono state congelate: «Io sto aspettando ancora una risposta dal Banco di Roma - aggiunge Giuseppe Genna - spero che non ci siano ripensamenti e che l'attesa sia dovuta solo a una questione burocratica».
Lo stato di calamità è stato accertato, ora serve solo rimboccarsi le maniche: «In vent'anni, è già la quinta volta che mi trovo a togliere l'acqua di casa - racconta un pensionato della zona - dal momento che ogni volta abbiamo chiesto la messa in sicurezza dell'argine, tutti sapevano che era a rischio. Mi chiedo perché gli interventi non siano stati progammati prima, sperando solo che non risucceda mai più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
