Il Tirreno

Prato

Pam in sciopero

I dipendenti della Pam scioperano per l'integrativo

Ba.Bu.
Il supermercato Pam di Pizzidimonte
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Il supermercato Pam di Pizzidimonte

A conferma che la crisi interna all'azienda Pam è ancora in corso, sabato i dipendenti di tutti i punti vendita della Toscana (a Prato ce ne sono quattro, un altro è a Poggio a Caiano) si fermeranno per 4 ore di sciopero

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PRATO. A conferma che la crisi interna all'azienda Pam è ancora in corso, sabato i dipendenti di tutti i punti vendita della Toscana (a Prato ce ne sono quattro, un altro è a Poggio a Caiano) si fermeranno per 4 ore di sciopero. I lavoratori giudicano «inaccettabile la posizione dell'azienda che di fatto ha rotto la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo». Il pacchetto degli scioperi prevede altre 4 ore che dovranno essere effettuate anche una alla volta, entro il 30 di novembre. «Con la proclamazione di questo sciopero - afferma il segretario Filcams Cgil di Prato Emilio Testa, anche a nome delle altre istanze sindacali Fisascat Cisl e Uiltucs Uil - prendiamo atto dell'indisponibilità dell'azienda a contrattare con noi»
Le difficoltà in cui naviga la Supermercati Pam, l'hanno spinta a una pesante riorganizzazione interna che però non è bastata a risollevarne le sorti. Così, a fronte dei risultati mancati, le istanze sindacali puntano il dito contro la politica commerciale assunta rivendicando il diritto a dire la propria sull'organizzazione del lavoro e degli orari. Su questo aspetto invece l'azienda alza un muro e pretende mano libera. «In questi anni - aggiunge Testa - la Pam ha aperto 5 procedure di mobilità che hanno ridotto il personale e di conseguenza anche la qualità dei servizi. All'ultima richiesta ci siamo imposti raggiungendo a Roma un accordo di cassa integrazione che ha permesso agli esuberi di rimanere in forza ai supermercati».
Le preoccupazioni sollevate da Emilio Testa (Filcams Cgil), Giuseppe Viviano (Fisascat Cisl) e Bruno Bettocchi (Uiltucs Uil) riguardano soprattutto i rinnovi degli integrativi. «Tutte le proposte avanzate - dicono - sono state respinte. Ma non possiamo accettare che l'azienda recuperi i costi alle spalle dei diritti dei lavoratori». Secondo i sindacati «è nelle sue intenzioni stravolgere il contratto aziendale» trattendendo l'integrativo in caso di malattia dei lavoratori e rifiutando l'ipotesi di un salario aggiuntivo su obiettivi di vendita. «Ribadiamo - concludono - l'indisponibilità a rinunciare a tutti i diritti conquistati in tanti anni di contrattazione a partire dalle norme ex-Superal (su orario e salario) fino alla malattia».

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