Il Tirreno

Prato

Caso Paradiso

Attentato, si batte la pista politica

Paolo Nencioni
Attentato, si batte la pista politica

Per il 6 novembre era stata convocata un'assemblea di chi si oppone alla politica leghista sulla sicurezza in centro

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PRATO. La pista politica è quella privilegiata dalla polizia nelle indagini per risalire agli autori dell'attentato incendiario ai danni di Emilio Paradiso, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale. Ma non c'è solo quella. «La matrice politica è ovviamente la più razionale - ragiona il questore Domenico Savi - Però ci può stare tutto e al momento è prematuro fare ipotesi».
Prendendo per buona la pista politica, comunque, l'attenzione degli inquirenti è concentrata su un episodio apparentemente poco significativo, risalente al 5 marzo di quest'anno, quando la Lega organizzò una prova generale delle ronde che si pensava avrebbero ben presto preso piede. A metà della passeggiata serale, i sette leghisti furono intercettati da una contro-ronda di simpatizzanti di sinistra, che seguirono la ronda ufficiale per un bel tratto lungo via Pistoiese e via Filzi. Furono poi fermati, quelli di sinistra, in via Convenevole e ne furono identificati una decina. Alla ronda leghista partecipò anche Emilio Paradiso e chi c'era ricorda che fu anche uno dei più insultati dai contestatori. Tutto qui.
Non risulta che dopo quella scaramuccia ce ne siano state altre, anche perché, nonostante il governo abbia poi dato via libera ai "volontari per la sicurezza", a Prato non ci sono state altre ronde. Ora c'è una giunta di centrodestra e le ronde le fanno le pattuglie miste dell'esercito ogni sera.
Lo scorso 13 ottobre, all'indomani delle polemiche per l'arresto di alcuni militanti del circolo Primo Maggio di Pistoia accusati di aver devastato la vicina sede di Casa Pound, sul blog di sinistra Brisop è uscito un comunicato di solidarietà agli arrestati nel quale si informa che la riunione di Pistoia aveva per oggetto un'assemblea regionale che doveva tenersi il 6 novembre a Prato per costituire un Coordinamento delle contro-ronde.
Al momento si tratta di una semplice coincidenza, anche perché, come detto, da marzo a oggi non si sono registrate particolari frizioni tra destra e sinistra in città, se si toglie la contestazione a Silvio Berlusconi (di cui parliamo a parte) e l'aggressione di un venditore bengalese di fiori da parte di un gruppetto di naziskin (che però non si può catalogare come uno scontro tra due fazioni politiche). In precedenza c'era stata l'aggressione di un militante di Rifondazione nella sede di via Nistri cui era seguita una manifestazione antifascista nel centro storico.
Quello che lascia perplessi, della pista politica sull'incendio al portone di casa Paradiso, è che l'esponente della Lega non è tra quelli di primo piano e ultimamente non è stato molto sotto i riflettori. Perché non colpire la sede del partito o un esponente più in vista? Ce lo diranno i risultati delle indagini.

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