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Treni veloci, pendolari a piedi
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Pendolari alla stazione di Prato. A sinistra l’assessore NapolitanoIl Comitato chiede aiuto all'assessore Napolitano Poche notizie da Fs su sostituzioni e cadenzamento dei treni
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PRATO. Prato, tra poco più di 45 giorni, dovrà dire addio ai collegamenti ferroviari diretti e veloci verso sud e verso nord. Ma anche per i pendolari pratesi della Direttissima (la linea per Bologna) - tra i 300 e i 600 ogni mattina - si annunciano grosse difficoltà. Conto alla rovescia - il nuovo orario entrerà in vigore il 14 dicembre - per l'inaugurazione dell'alta velocità tra Bologna e Firenze. Conto alla rovescia a Prato per i disagi che provocherà una partita persa.
Prato esclusa definitavemente dall'alta velocità ferroviaria. Chi dovrà recarsi a Roma o a Milano, dal 14 dicembre, potrà scegliere se partire da Firenze o da Bologna, treni normali in orario permettendo. Nessun Eurostar si fermerà più a Prato. Finito. Stop anche alla garanzia per i pendolari pratesi che lavorano in Emilia Romagna di poter entrare in ufficio in orario. Proprio per chiedere interventi precisi ma soprattuto veloci, il Comitato Direttissima, portavoce Stefano Nannicini (una decina di lavoratori pratesi che ormai da anni tengono i contatti con la Regione Toscana) hanno chiesto e ottenuto un incontro con l'assessore ai Trasporti della Provincia Antonio Napolitano. «E di questo siamo infinitamente grati - spiega Nannicini - perchè è la prima volta che le istituzioni pratesi si occupano dei nostri problemi». Contenti sì, ma proccupati.
Perchè le incertezze superano di gran lunga i punti fermi. Trenitalia sul nuovo oraraio è ancora più che abbottonata. Non si sa dunque se i treni che non passeranno più da Prato verranno sostituti. La Regione, competente sui treni regionali, non è ancora in grado di dire cosa accadrà. Il primo dei problemi, per le centinaia di pendolari pratesi che lavorano in Emilia, riguarda lo spostamento dell'Eurostar che fermava a Prato alle 7,25 per arrivare a Bologna 50 minuti più tardi, in tempo cioè per arrivare in ufficio. Da tenere presente che Prato raccoglie le utenze pendolari anche di Pistoia, Motecatini e Lucca. Verrà sostituito con un treno regionale veloce? Non si sa. Si sa però che sono in corso trattative serrata tra Regione e Ferrovie.
Stesso problema per quei pendolari - meno - diretti a sud: scompare l'Eurostar alta velocità diretto a Roma delle 7,24. Via anche l'Eurostar - l'ultimo - per Bologna che fermava a Prato alle 22,55 e frequentato da una gran massa di pugliesi residenti in città che a Bologna trovavano le concidenze per la linea Tirrenica.
Alternative? Siamo alle voci. Secondo il comitato con il nuovo orario il primo treno per Bologna treansiterebbe alle 6,17, il secondo alle 7,43 con arrivo alle 8,50. Troppo tardi. Un'ipotesi sulla quale lavora la Regione ma che i pendolari criticano aspramente, riguarda la possibilità di far arrivare il regionale Firenze-Vernio fino a San Benedetto Val di Sambro (già in Emilia) e da qui prendere la coincidenza col treno regionale emiliano San Bendetto-Bologna delle 7,25. Altra questione che il Comitato ha sottoposto all'assessore Napolitano è quella della differenza di organizzazione nel cadenzamento dei treni tra Emilia e Toscana. L'Emilia per venire incontro ai proprio pendolari ha garantito, da metà dicembre in poi, treni ogni mezz'ora. Peccato che si fermeranno al confine con la Toscama cioè a San Bendetto.
E chi, la sera, dovrà tornara a Prato come farà? Precise le richieste del comitato: treni ogni mezz'ora tra Prato e Bologna, nella fascia oraraio 6-8; treni ogni mezz'ora da Bologna a Prato nella fascia oraria 17-20; il prolugamento fino a Prato dei servizi della Regione Emilia. Tutte questioni delle quali si è fato carico l'assessore Napolitano che ha promesso un nuovo incontro al Comitato tra un paio di settimane.
Ultimo punto: i pendolari non ci stanno ad utilizzare i collegamenti alta velocità da Firenze. «Per evitare - spiega Nannicini - ulteriori costi». Un abbnamento eurostar Prato-Bologna, in seconda classe, oggi costa 180 euro. Con i paventati aumenti del 30% arriverebbe a 250 euro. Da Firenze anche di più.
C.O.
Prato esclusa definitavemente dall'alta velocità ferroviaria. Chi dovrà recarsi a Roma o a Milano, dal 14 dicembre, potrà scegliere se partire da Firenze o da Bologna, treni normali in orario permettendo. Nessun Eurostar si fermerà più a Prato. Finito. Stop anche alla garanzia per i pendolari pratesi che lavorano in Emilia Romagna di poter entrare in ufficio in orario. Proprio per chiedere interventi precisi ma soprattuto veloci, il Comitato Direttissima, portavoce Stefano Nannicini (una decina di lavoratori pratesi che ormai da anni tengono i contatti con la Regione Toscana) hanno chiesto e ottenuto un incontro con l'assessore ai Trasporti della Provincia Antonio Napolitano. «E di questo siamo infinitamente grati - spiega Nannicini - perchè è la prima volta che le istituzioni pratesi si occupano dei nostri problemi». Contenti sì, ma proccupati.
Perchè le incertezze superano di gran lunga i punti fermi. Trenitalia sul nuovo oraraio è ancora più che abbottonata. Non si sa dunque se i treni che non passeranno più da Prato verranno sostituti. La Regione, competente sui treni regionali, non è ancora in grado di dire cosa accadrà. Il primo dei problemi, per le centinaia di pendolari pratesi che lavorano in Emilia, riguarda lo spostamento dell'Eurostar che fermava a Prato alle 7,25 per arrivare a Bologna 50 minuti più tardi, in tempo cioè per arrivare in ufficio. Da tenere presente che Prato raccoglie le utenze pendolari anche di Pistoia, Motecatini e Lucca. Verrà sostituito con un treno regionale veloce? Non si sa. Si sa però che sono in corso trattative serrata tra Regione e Ferrovie.
Stesso problema per quei pendolari - meno - diretti a sud: scompare l'Eurostar alta velocità diretto a Roma delle 7,24. Via anche l'Eurostar - l'ultimo - per Bologna che fermava a Prato alle 22,55 e frequentato da una gran massa di pugliesi residenti in città che a Bologna trovavano le concidenze per la linea Tirrenica.
Alternative? Siamo alle voci. Secondo il comitato con il nuovo orario il primo treno per Bologna treansiterebbe alle 6,17, il secondo alle 7,43 con arrivo alle 8,50. Troppo tardi. Un'ipotesi sulla quale lavora la Regione ma che i pendolari criticano aspramente, riguarda la possibilità di far arrivare il regionale Firenze-Vernio fino a San Benedetto Val di Sambro (già in Emilia) e da qui prendere la coincidenza col treno regionale emiliano San Bendetto-Bologna delle 7,25. Altra questione che il Comitato ha sottoposto all'assessore Napolitano è quella della differenza di organizzazione nel cadenzamento dei treni tra Emilia e Toscana. L'Emilia per venire incontro ai proprio pendolari ha garantito, da metà dicembre in poi, treni ogni mezz'ora. Peccato che si fermeranno al confine con la Toscama cioè a San Bendetto.
E chi, la sera, dovrà tornara a Prato come farà? Precise le richieste del comitato: treni ogni mezz'ora tra Prato e Bologna, nella fascia oraraio 6-8; treni ogni mezz'ora da Bologna a Prato nella fascia oraria 17-20; il prolugamento fino a Prato dei servizi della Regione Emilia. Tutte questioni delle quali si è fato carico l'assessore Napolitano che ha promesso un nuovo incontro al Comitato tra un paio di settimane.
Ultimo punto: i pendolari non ci stanno ad utilizzare i collegamenti alta velocità da Firenze. «Per evitare - spiega Nannicini - ulteriori costi». Un abbnamento eurostar Prato-Bologna, in seconda classe, oggi costa 180 euro. Con i paventati aumenti del 30% arriverebbe a 250 euro. Da Firenze anche di più.
C.O.
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