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Carlesi: «Basta urla più tensione in città negli ultimi 8 mesi»

Cristina Orsini
A sinistra Massimo Carlesi a destra la Chinatown
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A sinistra Massimo Carlesi a destra la Chinatown

E' curioso chiedere aiuto a quelle istituzioni che si sono pesantemente criticate in campagna elettorale

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PRATO. «Sarò la spina nel fianco di quest'amministrazione». Una promessa che Massimo Carlesi, capogruppo d'opposizione in Comune, ha tutta l'intenzione di mantenere.
Carlesi lei che è un pratese doc, sente di vivere su una polveriera? Ma davvero la città, dal punto di vista della sicurezza, rischia di diventare ingestibile?
«Secondo me, compito di un sindaco è rassicurare e dare risposte perchè la città possa vivere nel modo più sereno anche i momenti di difficoltà. Sottolineo che negli ultimi mesi, l'uso di notizie per ingigantire ed esaperare i problemi, non ha fatto bene. Un esempio è il fatto di aver tirato fuori numeri inverosimili sulle comunità immigrate. Mi riferiscono ai 70mila cinesi presenti in città, secondo Cenni. Vorrei chiedere al sindaco, in quanto responsabile dei servizi angrafici, dove ha preso quella cifra. Altra questione: è dalla campagna elettorale che i toni sull'argomento immigrati si fanno sempre più alti. Ci si ricorda di "Martini-Carlesi = cinesi" o dei volantini della Lega? E oggi si continua sulla linea, gridando al lupo al lupo. Tutto questo ha avuto l'effetto di modificare il clima generale: da otto mesi a questa parte c'è più tensione. E gli ultimi episodi lo dimostrano: atti frequenti di piromani, più scippi, il raid dei naziskin. Non vorrei, che così facendo, si ottenesse l'effetto contrario. Da pratese vorrei più concretezza e più attenzione a rincodurre i fenomeni nell'alveno del buon senso. Credo che la città questo si aspetti».

Il sindaco Cenni, in più occasioni, l'ultima in tv a Exit, ha chiesto tutto l'aiuto possibile sul fronte della sicurezza. Il centrosinistra è disponibile a darlo? La sicurezza è una preoccupazione bipartisan?
«Ho detto tante volte e lo ripeto che Prato ha bisogno di misure forti ma specifiche. Mi riferisco al fenomeno della criminalità economica, per esempio, che si argina con l'uso di più forze dell'ordine, in modo specifico, di militari della guardia di finanza. Prato ha anche bisogno di interventi sul sistema sociale così da poter continuare a garantire l'integrazione, fronte sul quale siamo, fino a oggi, all'avanguardia, come dimostrano scuola e sociale. Nel centrodestra devo dire che rilevo un atteggiamento curioso. In campagna elettorale hanno attaccatto pesantemente l'azione di Comune, Provincia e Regione. In particolare è stata pesantissima la campagna contro la legge regionale sull'immigrazione. Ora invece il sindaco Cenni fa appello proprio a queste istituzioni per garantirsi più risorse. E' ora di chiarirsi: se la politica del centrosinistra sull'immigrati, così come si è detto in campagna elettorale, è stata sbagliata e da condannare, è incomprensibile la richiesta di aiuto. Se invece c'è il ricoscimento di una gestione equilibrata, allora la richiesta diventa legittima. Non mi pare però che i provvedimenti presi in questi mesi vadano in questa direzione».

Eppure si può dire che esiste una certa continuità politica, almeno nelle ultime scelte dell'amministrazione: ok all'ex Banci, priorità alla sviluppo di Interporto, sì alla costruzione dell'ospedale nuovo e all'acquisto di una parte di quello vecchio.
«Prima di tutto vorrei stigmatizzare l'iniziatiuva del centrodestra sul direttore generale Cravedi, ritenuto, in una mozione, responsabile in prima persona dei fatti delittuosi avvenuti in ospedale. E' stata un'azione inappropriata e sbagliata perchè il consiglio non è un organo giudicante. Parlo a nome di tutto il Pd: rinnovo il giudizio di stima e fiducia verso Cravedi. Detto questo, dando continuità a progetti aspramenti criticati in campagna elettorale, il sindaco e la sua maggioranza dimostrano che quegli stessi progetti, dopo tutto, non erano così sbagliati».

Un giudizio sul governo di centrodestra in questi mesi?
«Giudizio positivo su Corteggio, cocomerata, concerto della Camerata strumentale e sfilata di moda al Castello. In realtà non c'è molto altro e mi preoccupa. Perchè al di là degli effetti speciali, non vedo un approccio umile e concreto ai problemi veri della città: prima di tutto il sostegno alle famiglie e alle imprese. Questa giunta ha promesso di farsi carico di portare le istanze di Prato al governo, ma le uniche risposte ricevute sono stati rinvii. C'è anche bisogno di un piano straordinario di sostegno alle aziende con interventi a fondo perduto perchè il ricorso al credito bancario non basta, quando mancano gli ordini».

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