carceri
Carceri invivibiliStamani alla Dogaiauna nuova protesta
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Sovraffollato anche il carcere della Dogaia Stamani una nuova protestaLe proteste contro la grave situazione interna agli istituti di pena, «dove è diventato impossibile lavorare e vivere». La manifestazione è stata organizzata dalla Cgil funzione pubblica.
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PRATO. Si terrà stamani alle 10 davanti al carcere della Dogaia una manifestazione regionale dei lavoratori della Polizia penitenziaria della Toscana per protestare contro la grave situazione interna agli istituti di pena, «dove è diventato impossibile lavorare e vivere».
La manifestazione è stata organizzata dalla Cgil funzione pubblica.
Queste alcune situazioni denunciate: «sono 1300 i detenuti oltre il consentito, 3021 l'organico della polizia penitenziaria stabilito dall'amministrazione penitenziaria, 2266 quelli in organico della Toscana di cui 230 circa si occupano delle traduzioni e piantonamenti dei detenuti. 700 i poliziotti penitenziari in meno per la popolazione detenuta prevista. 40-/60 ore in più al mese di lavoro straordinario obbligatorie e mal retribuite. Si lamenta l'assenza di mezzi adeguati per le traduzioni, il mancato godimento dei riposi settimanali, il mancato godimento delle ferie annuali, la grave carenza di tutte le altre figure professionali alle quali deve precariamente sopperire il poliziotto penitenziario, un solo medico e un solo infermiere per 200-300 detenuti».
Di questa situazione si è parlato ieri nell'incontro che il sindaco Roberto Cenni e l'assessore alla sicurezza urbana Aldo Milone hanno avuto coi rappresentanti della Uil, Mauro Lai, del Siappe, Fiorenzano Salvatore e del Sappe, Claudio Capozio e Ciro Palomba. «La capienza ottimale della Dogaia - è stato osservato - sarebbe di 450 detenuti, ma oggi siamo a 650». Gli appartenenti alla polizia penitenziaria assegnati alla casa circondariale sono 220 inferiori quindi di oltre 100 unità rispetto alle esigenze.
Il sindaco ha espresso comprensione e solidarietà per le difficili condizioni di lavoro degli operatori della polizia penitenziaria e si è impegnato a rappresentare questa situazione al ministro della Giustizia. Cenni, insieme all'assessore Milone, ha inoltre promesso di sostenere la richiesta avanzata dai sindacati per consentire l'accesso a mutui agevolati attraverso specifici protocolli d'intesa con le banche e ha manifestato la propria disponibilità alla realizzazione di un asilo nido all'interno del carcere riservato ai figli dei dipendenti.
La manifestazione è stata organizzata dalla Cgil funzione pubblica.
Queste alcune situazioni denunciate: «sono 1300 i detenuti oltre il consentito, 3021 l'organico della polizia penitenziaria stabilito dall'amministrazione penitenziaria, 2266 quelli in organico della Toscana di cui 230 circa si occupano delle traduzioni e piantonamenti dei detenuti. 700 i poliziotti penitenziari in meno per la popolazione detenuta prevista. 40-/60 ore in più al mese di lavoro straordinario obbligatorie e mal retribuite. Si lamenta l'assenza di mezzi adeguati per le traduzioni, il mancato godimento dei riposi settimanali, il mancato godimento delle ferie annuali, la grave carenza di tutte le altre figure professionali alle quali deve precariamente sopperire il poliziotto penitenziario, un solo medico e un solo infermiere per 200-300 detenuti».
Di questa situazione si è parlato ieri nell'incontro che il sindaco Roberto Cenni e l'assessore alla sicurezza urbana Aldo Milone hanno avuto coi rappresentanti della Uil, Mauro Lai, del Siappe, Fiorenzano Salvatore e del Sappe, Claudio Capozio e Ciro Palomba. «La capienza ottimale della Dogaia - è stato osservato - sarebbe di 450 detenuti, ma oggi siamo a 650». Gli appartenenti alla polizia penitenziaria assegnati alla casa circondariale sono 220 inferiori quindi di oltre 100 unità rispetto alle esigenze.
Il sindaco ha espresso comprensione e solidarietà per le difficili condizioni di lavoro degli operatori della polizia penitenziaria e si è impegnato a rappresentare questa situazione al ministro della Giustizia. Cenni, insieme all'assessore Milone, ha inoltre promesso di sostenere la richiesta avanzata dai sindacati per consentire l'accesso a mutui agevolati attraverso specifici protocolli d'intesa con le banche e ha manifestato la propria disponibilità alla realizzazione di un asilo nido all'interno del carcere riservato ai figli dei dipendenti.
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