Il presidio
Prato
Insulti al barboneE su Facebooksi scatena la bagarre
Alessandro Pattume
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Un utente di FacebookNella Prato della crisi le giornate noiose si riempiono anche così. Ma è durata poco. In poche ore la pagina sul clochard asiatico pratese è stata vista da migliaia di utenti e qualche centinaio di questi non ha esitato a esprimere la propria opinione e tutta la propria rabbia.
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PRATO. E' un tipo eccentrico che impreca contro nemici invisibili e legge il futuro nei tappi di bottiglia. Mai gli è passato per la testa che qualcuno potesse seguirlo, fotografarlo e pubblicare tutto su Facebook. Lo chiamano "Cinegro", sono 380 e i loro commenti niente affatto gentili. Nella Prato della crisi le giornate noiose si riempiono anche così. Ma è durata poco.
In poche ore la pagina sul clochard asiatico pratese è stata vista da migliaia di utenti e qualche centinaio di questi non ha esitato a esprimere la propria opinione e tutta la propria rabbia. «Rabbrividisco - ha scritto Maria - viviamo in una società che fomenta solo il razzismo, la violenza e la cattiveria. Blocchiamolo!». E le segnalazioni per il blocco della pagina sono piovute immediatamente. «No, non blocchiamolo invece - tuona Marco - bisogna che questa pagina sia visibile a tutto il popolo di Facebook per far capire che gente vive in Italia. Non si può nascondere la polvere sotto al tappeto». Giudizi forti, reazioni immediate: il popolo del web si coalizza e parte alla carica. «Pratesi? Mi vergogno per loro - scrive Valentina - ma quei pochi che conosco sono gente perbene». «Spero che creatori e sostenitori attivi del gruppo vengano denunciati secondo la legge sulla privacy per calunnia e vilipendio almeno». Centinaia di utenti infuriati, indignati, determinatissimi contro un gruppetto di ragazzini e di ragazzine e il loro passatempo preferito: dare addosso al clochard. «Viene dalla Cina - scrive Giulia - è sicuramente passato per le fogne". "E' giusto sfottere un rifiuto della società come lui? - si chiede Emanuele - assolutamente sì». E così via.
Un accanimento organizzato fin nei minimi dettagli quelli messo in atto da questi giovani pratesi. Innanzitutto il nome, un neoleogismo che mescola ovviamente "cinese" con "negro", e poi il materiale e di conseguenza il tempo speso per raccoglierlo. Una serie puntuale di foto e di video che lo ritraggono in ogni momento della giornata. Dalla "Siesta", che lo vede addormentato sul pavimento della stazione al Serraglio, al "Barboneggiando qua e là"; dal video che lo ritrae accendere una per una tutte le sue cicche e fumarsele, a quello dal nome inequivocabile: "Il Cinegro dal kebabbaro". Un'intera vita insomma, spiata e messa alla berlina.
In poche ore la pagina sul clochard asiatico pratese è stata vista da migliaia di utenti e qualche centinaio di questi non ha esitato a esprimere la propria opinione e tutta la propria rabbia. «Rabbrividisco - ha scritto Maria - viviamo in una società che fomenta solo il razzismo, la violenza e la cattiveria. Blocchiamolo!». E le segnalazioni per il blocco della pagina sono piovute immediatamente. «No, non blocchiamolo invece - tuona Marco - bisogna che questa pagina sia visibile a tutto il popolo di Facebook per far capire che gente vive in Italia. Non si può nascondere la polvere sotto al tappeto». Giudizi forti, reazioni immediate: il popolo del web si coalizza e parte alla carica. «Pratesi? Mi vergogno per loro - scrive Valentina - ma quei pochi che conosco sono gente perbene». «Spero che creatori e sostenitori attivi del gruppo vengano denunciati secondo la legge sulla privacy per calunnia e vilipendio almeno». Centinaia di utenti infuriati, indignati, determinatissimi contro un gruppetto di ragazzini e di ragazzine e il loro passatempo preferito: dare addosso al clochard. «Viene dalla Cina - scrive Giulia - è sicuramente passato per le fogne". "E' giusto sfottere un rifiuto della società come lui? - si chiede Emanuele - assolutamente sì». E così via.
Un accanimento organizzato fin nei minimi dettagli quelli messo in atto da questi giovani pratesi. Innanzitutto il nome, un neoleogismo che mescola ovviamente "cinese" con "negro", e poi il materiale e di conseguenza il tempo speso per raccoglierlo. Una serie puntuale di foto e di video che lo ritraggono in ogni momento della giornata. Dalla "Siesta", che lo vede addormentato sul pavimento della stazione al Serraglio, al "Barboneggiando qua e là"; dal video che lo ritrae accendere una per una tutte le sue cicche e fumarsele, a quello dal nome inequivocabile: "Il Cinegro dal kebabbaro". Un'intera vita insomma, spiata e messa alla berlina.
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