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PRATO
Una tintoria cinese al posto della Folltexsi lavorerà l'alpaca e il cachemire
Ilenia Reali
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Lo stabilimento di San Giusto oggetto del passaggio di manoAl posto dei volti preoccupati dei 21 dipendenti in cassa integrazione ci sono ora operosi cinesi intenti a montare i nuovi macchinari. Nello stabilimento della Folltex in via De Ruggiero a San Giusto aprirà una stamperia tintoria cinese.
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PRATO. Al posto dei volti preoccupati dei 21 dipendenti in cassa integrazione ci sono ora operosi cinesi intenti a montare i nuovi macchinari. Nello stabilimento della Folltex in via De Ruggiero a San Giusto aprirà una stamperia tintoria cinese.
Si chiamerà T.T e - oltre a stampare - tingerà lana, alpaca e cachemire. Il titolare è un imprenditore cinese, che avrebbe già un'impresa nel Macrolotto. Ha comprato 15 macchine da tintoria per tingere in capo, si tratta di macchine usate che arrivano da varie città dell'Italia centrale. L'imprenditore acquisterà maglie grezze e le tratterà in base alle esigenze dei propri clienti. Ieri nella fabbrica c'erano già alcuni operai a lavorare. E' il nuovo business, scoperto dagli imprenditori dagli occhi a mandorla più o meno un paio di mesi fa.
IL NUOVO BUSINESS Produrre in Cina non è più così conveniente. I tempi di viaggio non collimano più con l'esigenza di velocità e flessibilità delle confezioni di Prato e anche i prezzi leggermente più alti rispetto a qualche anno fa rendono più appetibile spostare parte della lavorazione a Prato. E allora meglio comprare il grezzo e tingerlo qui. Gli importatori fanno arrivare migliaia di maglie per tingerle a richiesta. Servono fuxsia, due giorni e sono pronte. Rosse? Nessun problema. Finora tirava il cotone e lo stampato, ora si comincia a investire sulla lana e sul prezioso cachemire. Si dice che nelle scorse settimane ne siano arrivati in città tre container.
FOLLTEX. E NON SOLO Non è solo nello stabilimento di via De Ruggiero che si tratterà la lana. Macchinari per trattare materiali pregiati come il cachemire, anche se ancora di bassa qualità, sono stati acquistati anche da altre realtà imprenditoriali cinesi in fase di espansione. All'Orient Express sono stati acquistati tre macchinari per occuparsi anche della lana e anche la tintoria Fada, la più conosciuta tra le imprese di rifinizione cinese, si sta cercando di ingrandirsi e acquistare nuovi macchinari per trattare capi diversi dal cotone.
Anche nelle confezioni cinesi la maglieria ha preso campo e aumentano le offerte di maglioni anziché di vestiti e capi di abbigliamento in stoffa. Addirittura stanno nascendo le prime aziende che smacchinano: vanno a ruba le macchine rettilinee di marca "Shima".
IL CASO FOLLTEX La Folltex era una delle aziende contoterzi del distretto tessile in liquidazione dopo mesi di agonia. Una storia che comincia ad ottobre del 2008 quando, il proprietario, comincia ad accusare la crisi. Rimane indietro nel pagamento dei contributi e poi anche nel pagamento degli stipendi ai propri dipendenti. E' tra coloro che non hanno riscosso per chiusure importanti di lanifici del distretto. Sono mesi lunghi con gli operai che organizzano anche uno sciopero per avere i propri soldi. Poi l'epilogo. E la messa in liquidazione con il sequestro e la messa all'asta dei macchinari dell'azienda.
Si chiamerà T.T e - oltre a stampare - tingerà lana, alpaca e cachemire. Il titolare è un imprenditore cinese, che avrebbe già un'impresa nel Macrolotto. Ha comprato 15 macchine da tintoria per tingere in capo, si tratta di macchine usate che arrivano da varie città dell'Italia centrale. L'imprenditore acquisterà maglie grezze e le tratterà in base alle esigenze dei propri clienti. Ieri nella fabbrica c'erano già alcuni operai a lavorare. E' il nuovo business, scoperto dagli imprenditori dagli occhi a mandorla più o meno un paio di mesi fa.
IL NUOVO BUSINESS Produrre in Cina non è più così conveniente. I tempi di viaggio non collimano più con l'esigenza di velocità e flessibilità delle confezioni di Prato e anche i prezzi leggermente più alti rispetto a qualche anno fa rendono più appetibile spostare parte della lavorazione a Prato. E allora meglio comprare il grezzo e tingerlo qui. Gli importatori fanno arrivare migliaia di maglie per tingerle a richiesta. Servono fuxsia, due giorni e sono pronte. Rosse? Nessun problema. Finora tirava il cotone e lo stampato, ora si comincia a investire sulla lana e sul prezioso cachemire. Si dice che nelle scorse settimane ne siano arrivati in città tre container.
FOLLTEX. E NON SOLO Non è solo nello stabilimento di via De Ruggiero che si tratterà la lana. Macchinari per trattare materiali pregiati come il cachemire, anche se ancora di bassa qualità, sono stati acquistati anche da altre realtà imprenditoriali cinesi in fase di espansione. All'Orient Express sono stati acquistati tre macchinari per occuparsi anche della lana e anche la tintoria Fada, la più conosciuta tra le imprese di rifinizione cinese, si sta cercando di ingrandirsi e acquistare nuovi macchinari per trattare capi diversi dal cotone.
Anche nelle confezioni cinesi la maglieria ha preso campo e aumentano le offerte di maglioni anziché di vestiti e capi di abbigliamento in stoffa. Addirittura stanno nascendo le prime aziende che smacchinano: vanno a ruba le macchine rettilinee di marca "Shima".
IL CASO FOLLTEX La Folltex era una delle aziende contoterzi del distretto tessile in liquidazione dopo mesi di agonia. Una storia che comincia ad ottobre del 2008 quando, il proprietario, comincia ad accusare la crisi. Rimane indietro nel pagamento dei contributi e poi anche nel pagamento degli stipendi ai propri dipendenti. E' tra coloro che non hanno riscosso per chiusure importanti di lanifici del distretto. Sono mesi lunghi con gli operai che organizzano anche uno sciopero per avere i propri soldi. Poi l'epilogo. E la messa in liquidazione con il sequestro e la messa all'asta dei macchinari dell'azienda.
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