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"Ogni clandestino denunciatocosta dai 2000 ai 3000 euro"

La stima della Cgil Funzione pubblica di Prato, che ha calcolato come nella sola città toscana, nel volgere di un mese, sarebbero in questo modo stati spesi o impegnati almeno 110 mila euro

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Il reato di clandestinità costa caro alla collettività, fra i 2.000 e i 3.000 euro per ogni irregolare denunciato. La stima è della Cgil Funzione pubblica di Prato. Secondo quanto appurato dal sindacato, il lavoro per istruire i processi a carico dei clandestini denunciati in base alla nuova legge «intasa il lavoro degli uffici e delle segreterie» di procure e giudici di pace. Il personale impegnato in ogni procedimento, a partire dalle forze dell'ordine per arrivare a giudici e cancellieri, rappresenta un costo che non verrà recuperato e che è appunto quello stimato.  

Nella sola città toscana, nel volgere di un mese, sarebbero in questo modo stati spesi o impegnati almeno 110 mila euro, visto che, «prendendo in considerazione solo i procedimenti per clandestini non sottoposti a limitazioni di libertà - rileva il sindacato - ne sono stati iscritti 55». «Si tratta solo di persone che vengono fermate, identificate, denunciate (in quanto 'clandestini') e rimandate per la strada», prosegue la Cgil in una nota diffusa oggi. Nel frattempo, «le denunce arrivano in procura  e all'ufficio del giudice di pace. Il processo, in quanto tale, comporta la presenza del giudice, del pm, del cancelliere e del difensore che, spesso, è d'ufficio». 

Tutte le udienze portano, in caso di condanna, alla multa (fra i 5.000 e i 10.000 euro che un immigrato irregolare generalmente non può pagare) o, in alternativa, all'espulsione. «Se lo stesso clandestino verrà rifermato, si potranno applicare le vecchie norme - conclude la Cgil -. Di conseguenza si spendono risorse pubbliche e non si recuperano neanche quelle relative alle sanzioni amministrative»

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