Italia
ECONOMIA 3
Il Nobel Solow parla della crisi l'economista al forum di Prato
Sarà il premio Nobel Robert Solow, economista del Mit di Boston, ad inaugurare domani pomeriggio la quattro giorni di 'Economia3', il forum economico che torna per il secondo anno consecutivo a Prato. Lo studioso interverrà su come potrebbe finire la crisi e che cosa ci aspetta
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PRATO. Sarà il premio Nobel Robert Solow, economista del Mit di Boston, ad inaugurare domani pomeriggio la quattro giorni di 'Economia3', il forum economico che torna per il secondo anno consecutivo a Prato.
Lo studioso interverrà su come potrebbe finire la crisi e che cosa ci aspetta. L'appuntamento con il Nobel nel 1987 per il suo contributo alla teoria della crescita economica, è alle 17.15 al teatro Metastasio. Venerdì 25 settembre alle 10.30 interverrà l'indiano Soumitra Dutta, esperto di economia digitale e guru del francese Insead, l'istituto per la formazione dei manager con sede a Parigi e a Singapore, che spiegherà come gestire i talenti e le nuove tecnologie per arrivare al successo.
Sabato 26 settembre alle 10 sarà la volta di Andrea Boltho, economista dell'Oxford University, che interverrà sull'Europa dopo la crisi. La domanda a cui cercherà di rispondere è se ci sarà una svolta epocale oppure tutto continuerà come prima.
All'interno della manifestazione, promossa dalla Regione ed organizzata dalla Fondazione Sistema Toscana, sono in programma incontri, conferenze, workshop per le scuole superiori ma anche mostre, spettacoli e animazioni per il centro storico di Prato, con il patrocinio dell'Unione Europea, di due ministeri (Sviluppo economico e lavoro) e di Comune e Provincia.
Tra i temi trattati le imprese innovative e il trasferimento tecnologico, il credito alle imprese e il futuro toscano fatto di new tecnology ma anche di manifattura, di agricoltura e turismo, di energie rinnovabili e mobilità, di finanza, di donne e lavoro e di sfida ecologica.
Il filo rosso è affrontare la crisi per mitigarne gli effetti, ma gettare lo sguardo anche oltre. Da subito. "Il rischio - sottolinea il presidente della Regione Cludio Martini - è infatti quello che a soccombere siano le eccellenze e i progetti più coraggiosi. Invece occorre imparare a crescere nella tempesta, perché la Toscana del dopo crisi, quando la crisi sarà alle spalle, sia una Toscana della crescita e delle competitività e non un ritorno al declino portando semplicemente le lancette indietro di un lustro".
Lo studioso interverrà su come potrebbe finire la crisi e che cosa ci aspetta. L'appuntamento con il Nobel nel 1987 per il suo contributo alla teoria della crescita economica, è alle 17.15 al teatro Metastasio. Venerdì 25 settembre alle 10.30 interverrà l'indiano Soumitra Dutta, esperto di economia digitale e guru del francese Insead, l'istituto per la formazione dei manager con sede a Parigi e a Singapore, che spiegherà come gestire i talenti e le nuove tecnologie per arrivare al successo.
Sabato 26 settembre alle 10 sarà la volta di Andrea Boltho, economista dell'Oxford University, che interverrà sull'Europa dopo la crisi. La domanda a cui cercherà di rispondere è se ci sarà una svolta epocale oppure tutto continuerà come prima.
All'interno della manifestazione, promossa dalla Regione ed organizzata dalla Fondazione Sistema Toscana, sono in programma incontri, conferenze, workshop per le scuole superiori ma anche mostre, spettacoli e animazioni per il centro storico di Prato, con il patrocinio dell'Unione Europea, di due ministeri (Sviluppo economico e lavoro) e di Comune e Provincia.
Tra i temi trattati le imprese innovative e il trasferimento tecnologico, il credito alle imprese e il futuro toscano fatto di new tecnology ma anche di manifattura, di agricoltura e turismo, di energie rinnovabili e mobilità, di finanza, di donne e lavoro e di sfida ecologica.
Il filo rosso è affrontare la crisi per mitigarne gli effetti, ma gettare lo sguardo anche oltre. Da subito. "Il rischio - sottolinea il presidente della Regione Cludio Martini - è infatti quello che a soccombere siano le eccellenze e i progetti più coraggiosi. Invece occorre imparare a crescere nella tempesta, perché la Toscana del dopo crisi, quando la crisi sarà alle spalle, sia una Toscana della crescita e delle competitività e non un ritorno al declino portando semplicemente le lancette indietro di un lustro".
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