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LA BUROCRAZIA
Da 8 mesi senza riscuotere un euro
Ilenia Reali
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L’assessore Simoncini e lavoratori in attesa all’InpsSono sempre più vuoti i portafogli dei lavoratori in cassa integrazione dipendenti delle piccole aziende. La cigs in deroga non è ancora stata pagata nonostante in alcuni casi le autorizzazioni rilasciate alle aziende risalgano a gennaio
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PRATO. Sono sempre più vuoti i portafogli dei lavoratori in cassa integrazione dipendenti delle piccole aziende. La cigs in deroga non è ancora stata pagata nonostante in alcuni casi le autorizzazioni rilasciate alle aziende risalgano a gennaio. E ci sono lavoratori, tantissimi, che da gennaio non riscuotono un euro.
Sciogliere il bandolo della matassa che sembra bloccare l'iter per il pagamento dei compensi sembra impossibile. E perfino risalire con esattezza a che punto siamo.
Di fatto c'è che i lavoratori, sicuramente la stragrande maggioranza degli oltre 3.000 che ne usufruiscono solo a Prato, non hanno visto ancora un euro. E in alcuni casi dopo ben nove mesi. Tre lavoratrici, in una lettera, fanno sapere qual è la loro posizione e con semplicità sottolineano come «ora ci sia da comprare i libri ai figli per andare a scuola» e si chiedono di chi siano le responsabilità di questi pagamenti lumaca.
L'Inps che eroga l'ammortizzatore sociale ieri pomeriggio non ha rilasciato dichiarazioni in merito (forse lo farà oggi) ma ai lavoratori che chiedono informazioni spiega come la documentazione sia solo arrivata da pochissime settimane e che si tratta solo di un terzo delle cassaintegrazioni autorizzate nel distretto, una minima parte delle prime autorizzate. Ai sindacati non risultano lavoratori in cigs in deroga che ad oggi abbiamo riscosso. Stesso vale per gli industriali.
L'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini spiega che la Regione, che ha in carico la cigs in deroga dal 4 maggio, ha già inoltrato all'Inps le pratiche per dare il via al pagamento di 400 posizioni su un totale di 900. «Delle restanti 500 - spiega Simoncini - manca la necessaria documentazione da parte delle aziende, non hanno fatto pervenire all'Inps quanto necessario. Per quanto riguarda invece le autorizzazioni rilasciate precedentemente dalla direzione regionale del lavoro mi risulta la documentazione sia stata trasferita all'Inps a fine luglio. Il grosso ritardo del resto è dovuto al fatto che il Governo ha erogato i soldi con un atto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il primo agosto».
Sciogliere il bandolo della matassa che sembra bloccare l'iter per il pagamento dei compensi sembra impossibile. E perfino risalire con esattezza a che punto siamo.
Di fatto c'è che i lavoratori, sicuramente la stragrande maggioranza degli oltre 3.000 che ne usufruiscono solo a Prato, non hanno visto ancora un euro. E in alcuni casi dopo ben nove mesi. Tre lavoratrici, in una lettera, fanno sapere qual è la loro posizione e con semplicità sottolineano come «ora ci sia da comprare i libri ai figli per andare a scuola» e si chiedono di chi siano le responsabilità di questi pagamenti lumaca.
L'Inps che eroga l'ammortizzatore sociale ieri pomeriggio non ha rilasciato dichiarazioni in merito (forse lo farà oggi) ma ai lavoratori che chiedono informazioni spiega come la documentazione sia solo arrivata da pochissime settimane e che si tratta solo di un terzo delle cassaintegrazioni autorizzate nel distretto, una minima parte delle prime autorizzate. Ai sindacati non risultano lavoratori in cigs in deroga che ad oggi abbiamo riscosso. Stesso vale per gli industriali.
L'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini spiega che la Regione, che ha in carico la cigs in deroga dal 4 maggio, ha già inoltrato all'Inps le pratiche per dare il via al pagamento di 400 posizioni su un totale di 900. «Delle restanti 500 - spiega Simoncini - manca la necessaria documentazione da parte delle aziende, non hanno fatto pervenire all'Inps quanto necessario. Per quanto riguarda invece le autorizzazioni rilasciate precedentemente dalla direzione regionale del lavoro mi risulta la documentazione sia stata trasferita all'Inps a fine luglio. Il grosso ritardo del resto è dovuto al fatto che il Governo ha erogato i soldi con un atto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il primo agosto».
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