Italia
PRATO/ GLI EFFETTI DEL DECRETO SICUREZZA
Saltano le nozze "clandestine"gli sposi temevano la denuncia
Danilo Fastelli
Immigrati, caos matrimoni. Le prime due coppie di cinesi non si sono presentate
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Se ti sposi, ti denuncio. Spaventate dalla possibilità che il loro matrimonio potesse trasformarsi in una caccia al clandestino, non si sono presentate in municipio a Prato due coppie di cittadini cinesi che avevano annunciato, attraverso le pubblicazioni, di volersi sposare. È l'effetto delle nuove disposizioni sulla sicurezza introdotte dal governo. Se prima bastava l'amore e il passaporto ora prima di pronunciare il fatidico "sì" serve il permesso di soggiorno. E chi non ha i documenti in regola ha paura.
"La nostra impressione - ha spiegato l'assessore Anna Lisa Nocentini, che stamani ha atteso invano le due coppie - è che nella comunità cinese si sia sparsa la notizia dell'entrata in vigore delle nuove norme. Pensiamo, ma ne avremo conferma domani, che in entrambe le coppie almeno uno dei due promessi sposi sia clandestino. Altri due matrimoni fra cinesi sono fissati domattina. Vedremo se si presenteranno".
Prima bastava il passaporto. È dunque finita in una nulla di fatto per le prime due nozze di venticinque coppie che, dopo aver ottenuto la pubblicazione all'ufficio di Stato Civile, rischiano di veder naufragare la loro cerimonia. "Quando queste 25 coppie hanno deciso di sposarsi - spiega Andrea Cambi, responsabile dello Stato civile di Prato - era necessario presentare solo il passaporto e il nulla osta dell'ambasciata del Paese di origine, in grado di attestare la libertà da vincoli matrimoniali precedenti».
Le coppie in questione, formate da stranieri (una soltanto è mista), dovrebbero celebrare il matrimonio in questi giorni. Prima di sposarsi - sulla base delle norme introdotte dal decreto sicurezza - dovranno mostrare il permesso di soggiorno. Altrimenti rischiano di essere denunciati per clandestinità.
Nel resto d'Italia. Casi come questi si stanno verificando in queste ore in tutta Italia. L'ultimo episodio a Torino, dove un matrimonio tra immigrati è saltato perché i futuri coniugi non si sono presentati alla cerimonia. Prima dell'entrata in vigore del decreto sicurezza il Comune di Genova consigliava agli immigrati di accelerare i tempi delle nozze: il 6 agosto - due giorni prima che gli effetti del decreto fossero legge - in municipio sono state celebrate quindici matrimoni "misti". Domenica scorsa a Verona su 8 unioni che si sarebbero dovute celebrare, solo 4 coppie si sono presentate.
Lotta ai matrimoni di convenienza. Secondo l'Istat nel 2007 i matrimoni "misti", cioé con almeno uno sposo straniero sono stati oltre 34 mila, pari al 14% del totale delle nozze celebrate in Italia. Mentre negli ultimi dieci anni i matrimoni "misti" combinati sono stati 30 mila: nel 60% dei casi non sono stati né scoperti, né bloccati. Il matrimonio è stato finora uno dei canali più utilizzati per ottenere la regolarizzazione e il permesso di soggiorno. Adesso prima bisogna essere in regola, poi ci sposa.
"La nostra impressione - ha spiegato l'assessore Anna Lisa Nocentini, che stamani ha atteso invano le due coppie - è che nella comunità cinese si sia sparsa la notizia dell'entrata in vigore delle nuove norme. Pensiamo, ma ne avremo conferma domani, che in entrambe le coppie almeno uno dei due promessi sposi sia clandestino. Altri due matrimoni fra cinesi sono fissati domattina. Vedremo se si presenteranno".
Prima bastava il passaporto. È dunque finita in una nulla di fatto per le prime due nozze di venticinque coppie che, dopo aver ottenuto la pubblicazione all'ufficio di Stato Civile, rischiano di veder naufragare la loro cerimonia. "Quando queste 25 coppie hanno deciso di sposarsi - spiega Andrea Cambi, responsabile dello Stato civile di Prato - era necessario presentare solo il passaporto e il nulla osta dell'ambasciata del Paese di origine, in grado di attestare la libertà da vincoli matrimoniali precedenti».
Le coppie in questione, formate da stranieri (una soltanto è mista), dovrebbero celebrare il matrimonio in questi giorni. Prima di sposarsi - sulla base delle norme introdotte dal decreto sicurezza - dovranno mostrare il permesso di soggiorno. Altrimenti rischiano di essere denunciati per clandestinità.
Nel resto d'Italia. Casi come questi si stanno verificando in queste ore in tutta Italia. L'ultimo episodio a Torino, dove un matrimonio tra immigrati è saltato perché i futuri coniugi non si sono presentati alla cerimonia. Prima dell'entrata in vigore del decreto sicurezza il Comune di Genova consigliava agli immigrati di accelerare i tempi delle nozze: il 6 agosto - due giorni prima che gli effetti del decreto fossero legge - in municipio sono state celebrate quindici matrimoni "misti". Domenica scorsa a Verona su 8 unioni che si sarebbero dovute celebrare, solo 4 coppie si sono presentate.
Lotta ai matrimoni di convenienza. Secondo l'Istat nel 2007 i matrimoni "misti", cioé con almeno uno sposo straniero sono stati oltre 34 mila, pari al 14% del totale delle nozze celebrate in Italia. Mentre negli ultimi dieci anni i matrimoni "misti" combinati sono stati 30 mila: nel 60% dei casi non sono stati né scoperti, né bloccati. Il matrimonio è stato finora uno dei canali più utilizzati per ottenere la regolarizzazione e il permesso di soggiorno. Adesso prima bisogna essere in regola, poi ci sposa.
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