Il Tirreno

Prato

Il caso home banking. Cliente di CariPrato denuncia la sottrazione di oltre 5.000 euro, finiti a Imola

Truffano anche gli addetti ai lavori

Paolo Nencioni
Truffano anche gli addetti ai lavori

Il copione è sempre lo stesso, l'esito idem: il correntista controlla quanti soldi ha sul conto e scopre che c'è un pesante ammanco, chiede lumi alla banca e si sente rispondere che c'è ben poco da fare. Recuperare il denaro sparito è una missione impossibile

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PRATO. Il copione è sempre lo stesso, l'esito idem: il correntista controlla quanti soldi ha sul conto e scopre che c'è un pesante ammanco, chiede lumi alla banca e si sente rispondere che c'è ben poco da fare. Recuperare il denaro sparito è una missione impossibile.
Quello della signora Monica G., residente a Prato e da oltre 20 anni cliente della filiale CariPrato di Poggio a Caiano, è il quarto caso fotocopia documentato in una settimana di truffe compiute sul servizio di home banking del maggiore istituto di credito cittadino.
La signora Monica ha scoperto l'ammanco con un mese di ritardo. «Ho controllato il conto l'8 gennaio - racconta - e ho visto che erano stati ordinati a mia insaputa due bonifici l'8 e il 9 dicembre, rispettivamente di 2.332 e 2.832 euro». I primi accertamenti hanno stabilito che il beneficiario era tale Emanuele Pia, titolare di un conto all'Unicredit di Imola, un perfetto sconosciuto per la cliente pratese.
«Com'era capitato agli altri correntisti - dice Monica G. - la Banca Popolare di Vicenza (che controlla CariPrato, ndr) ha dato la colpa a me, dicendo che ero stata imprudente, dunque i soldi non me li rendono». Per questo la cliente ha sporto denuncia ai carabinieri e attende, senza troppe speranze.
L'accusa di imprudenza è quella che più le brucia, non fosse altro perché lei di mestiere fa il tecnico informatico: «Non ho mai risposto al phishing (le mail fraudolente, ndr), ho programmi protetti, la password la so soltanto io». Se fosse così, sarebbe la dimostrazione che il rischio è diffuso e non riguarda solo gli utilizzatori più sprovveduti.
«Mi sono sentita una cliente di serie B - protesta Monica - Solo a gennaio ho saputo che da un paio di mesi era stata introdotta una chiavetta che avrebbe dovuto migliorare la sicurezza. Sono cliente CariPrato da più di 20 anni e il conto non l'ho tolto, ma se non riuscirò a recuperare i miei soldi lo farò sicuramente e cercherò di convincere i miei amici a fare altrettanto».
Interpellate sul punto, sia la CariPrato che la Popolare di Vicenza continuano a non voler commentare ufficialmente il caso delle truffe sul servizio di home banking, un fenomeno che riguarda l'intero territorio nazionale e molti istituti di credito, ma sul quale c'è una cappa di silenzio.

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