Dalla fantasia può nascere un'impresa
Barbara Burzi
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Lorenzo Giusti nel laboratorioEssere giovani nel mondo del lavoro vuol dire adoperare la fantasia, e Lorenzo Giusti, 25 anni di Poggio a Caiano, della sua fantasia ne ha fatto un'impresa. Da piccolo Lorenzo costruiva e dipingeva statuine fantasy (mostri, nani, troll e fate) e da ragazzo, insieme a un artista americano incontrato durante il Lucca Comics, fonda la galleria virtuale Roll Jordan
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PRATO. Essere giovani nel mondo del lavoro vuol dire adoperare la fantasia, e Lorenzo Giusti, 25 anni di Poggio a Caiano, della sua fantasia ne ha fatto un'impresa. Da piccolo Lorenzo costruiva e dipingeva statuine fantasy (mostri, nani, troll e fate) e da ragazzo, insieme a un artista americano incontrato durante il Lucca Comics, fonda la galleria virtuale Roll Jordan. Sul web, il marchio diventerà famoso grazie ai personaggi del fantasy football, un gioco da tavolo che spopola tra i ragazzi di tutto il mondo. Sulla scia di questa esperienza e grazie all'affinamento delle tecniche imparate dai maestri orafi fiorentini, Lorenzo apre il laboratorio L'Arcano, specializzato in modellistica e creazione di prototipi di oggettistica e gioielleria. Dopo appena un anno l'azienda sta già pensando in grande, perfino di esplorare nuovi mercati come la Russia, la Cina e l'India. «Con gli utili fatti il primo anno - racconta orgoglioso il giovane titolare - ho investito in macchinari e progettazione, ora penso anche a una linea tutta mia»
Quando ha capito che il suo hobby poteva diventare un buon lavoro?
«Quando ho partecipato al trofeo Grog del Lucca Comics nel 1997. In quell'occasione sono stato contattato da quello che sarebbe diventato il mio socio americano».
Poi cos'è successo?
«In quegli anni frequentavo ancora l'istituto d'arte di Firenze, dove mi sono diplomato maestro orafo, quando il preside della scuola rimase colpito da alcune mie creazioni. Ci vide degli interessanti applicativi per l'oreficeria. Così mi mise in contatto con alcune fonderie per le quali ho realizzato dei bassorilievi per delle medaglie. Dopo arrivò l'ordine per un candelabro della cattedrale di Saint Louis in America».
Fino ad arrivare al laboratorio pratese L'Arcano...
«Le richieste cominciavano ad aumentare, mi arrivavano ordini da aziende importanti e non potevo più tirare avanti con le prestazioni occasionali. Così ho dato un'identità d'impresa al mio laboratorio».
In cosa consiste il lavoro?
«Ogni cosa che vediamo intorno a noi, dal bicchiere alla maniglia di una porta, parte da un prototipo iniziale. Dal primo modello creato si può successivamente farne infinite copie oppure lasciarlo un pezzo unico. In ogni caso, si parte da una base. Questo è il mio mestiere».
Il lavoro è per molti giovani un problema, come si impara a fare il suo?
«È artigianato puro. Io ci sono arrivato combinando l'hobby per la scultura fantasy con le tecniche dell'oreficeria imparate a scuola. Tutti questi saperi, insieme a tanta passione, mi consentono oggi di svolgere questo mestiere».
E di farlo per clienti importanti. Vero?
«Ho realizzato prototipi di accessori per Roberto Cavalli, Benetton e Lucky 13; dei pendenti per Morellato e per altri marchi internazionali. Si rivolgono a me quando cercano qualcosa di veramente particolare, soprattutto per stupire durante le sfilate. Poi, dei souvenir del palio di Siena, uno dei bastoni del cantante Morgan, tappi speciali per le bottiglie di champagne».
E riesce a fare tutto questo da solo?
«No. Mi faccio aiutare anche da altri professionisti specializzati nella progettazione 3D, nel disegno e nella scultura, sparsi tra l'Italia, l'America, la Russia e l'India».
Quando ha capito che il suo hobby poteva diventare un buon lavoro?
«Quando ho partecipato al trofeo Grog del Lucca Comics nel 1997. In quell'occasione sono stato contattato da quello che sarebbe diventato il mio socio americano».
Poi cos'è successo?
«In quegli anni frequentavo ancora l'istituto d'arte di Firenze, dove mi sono diplomato maestro orafo, quando il preside della scuola rimase colpito da alcune mie creazioni. Ci vide degli interessanti applicativi per l'oreficeria. Così mi mise in contatto con alcune fonderie per le quali ho realizzato dei bassorilievi per delle medaglie. Dopo arrivò l'ordine per un candelabro della cattedrale di Saint Louis in America».
Fino ad arrivare al laboratorio pratese L'Arcano...
«Le richieste cominciavano ad aumentare, mi arrivavano ordini da aziende importanti e non potevo più tirare avanti con le prestazioni occasionali. Così ho dato un'identità d'impresa al mio laboratorio».
In cosa consiste il lavoro?
«Ogni cosa che vediamo intorno a noi, dal bicchiere alla maniglia di una porta, parte da un prototipo iniziale. Dal primo modello creato si può successivamente farne infinite copie oppure lasciarlo un pezzo unico. In ogni caso, si parte da una base. Questo è il mio mestiere».
Il lavoro è per molti giovani un problema, come si impara a fare il suo?
«È artigianato puro. Io ci sono arrivato combinando l'hobby per la scultura fantasy con le tecniche dell'oreficeria imparate a scuola. Tutti questi saperi, insieme a tanta passione, mi consentono oggi di svolgere questo mestiere».
E di farlo per clienti importanti. Vero?
«Ho realizzato prototipi di accessori per Roberto Cavalli, Benetton e Lucky 13; dei pendenti per Morellato e per altri marchi internazionali. Si rivolgono a me quando cercano qualcosa di veramente particolare, soprattutto per stupire durante le sfilate. Poi, dei souvenir del palio di Siena, uno dei bastoni del cantante Morgan, tappi speciali per le bottiglie di champagne».
E riesce a fare tutto questo da solo?
«No. Mi faccio aiutare anche da altri professionisti specializzati nella progettazione 3D, nel disegno e nella scultura, sparsi tra l'Italia, l'America, la Russia e l'India».
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