Il Tirreno

Prato

Evasione fiscale, la Sasch finisce sotto accusa

Roberto Cenni
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Roberto Cenni

Prato: a giudizio il presidente del Cda, cognato del candidato sindaco Pdl

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PRATO. La giustizia? A orologeria. Le toghe? Rosse, naturalmente. Gli ispettori in Tribunale? Arriveranno presto, è già in viaggio un’interrogazione urgente del deputato Riccardo Mazzoni al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Sono le prime reazione del Pdl dopo la notizia del rinvio a giudizio di Antonio Rosati, presidente del cda della Sasch, l’azienda del candidato sindaco Roberto Cenni, di cui è anche cognato, con l’accusa di aver usato false fatture per evadere l’Iva (oltre due milioni di euro).

Cenni ha sfogliato il giornale ieri mattina e dopo un veloce consulto coi dirigenti del partito e con l’avvocato dell’indagato, Gaetano Berni, ha convocato una conferenza stampa al Cristall, il quartier generale del Pdl. Ma non è stato lui a scagliarsi contro la magistratura.

Ci ha pensato il deputato Mazzoni: «È una vergogna, un agguato. Gran parte della magistratura è asservita alla sinistra. Chiederò al ministro Alfano di indagare su queste strane coincidenze». Che poi sarebbero il fatto di aver rinviato a giudizio Rosati alla vigilia delle elezioni, mettendo in cattiva luce il candidato Cenni.

Roberto Cenni evita accuratamente le bordate contro i magistrati: «Vittima è un parolone. Mi limito a notare che l’avvocato ha chiesto un rinvio e siccome la cosa era pendente dal 2004, forse potevano accontentarlo. L’informazione fa il suo mestiere. Mi dispiace soltanto che a pochi giorni dalle elezioni, anziché parlare dei problemi della città, ci tocchi parlare della Sasch. Per quanto ci riguarda, faremo valere i nostri diritti nelle sedi opportune».

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