Il Tirreno

Prato

Cassa integrazione ordinaria: è rivoluzione

Ilenia Reali

Nuovi utilizzi per l'ammortizzatore sociale. Ecco tutte le novità

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L'Inps estende le possibilità di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria e lo fa inviando due circolari interne, una del 27 marzo e l'altra del 20 aprile, con cui di fatto dà una continuità salariale a quei lavoratori che usufruiscono dell'ammortizzatore sociale, "allarga" in tanti casi la durata del ricorso all'ordinaria per le imprese e stabilisce che la ripresa dell'attività produttiva non è un elemento indispensabile. Interpretazioni che potrebbero portare a una riduzione nella perdita dei posti di lavoro.
 L'argomento è ostico e molto tecnico ma gli effetti pratici per le imprese e i lavoratori pratesi - almeno per la Filtea Cgil - sono assai importanti per superare, con meno perdite e disagi possibili, le difficoltà che il distretto sta vivendo.
 Le due circolari dell'Inps infatti arrivano con una premessa e che è proprio quella di «non aggravare la situazione di temporanea difficoltà in cui versano le aziende richiedenti» e «in considerazione dell'attuale fase economica che richiede un forte sostegno all'occupazione con la necessità di favorire strumenti che preservino il rapporto tra imprese e lavoratori in attesa del superamento delle attuali difficoltà». Insomma, alla fine, la cassa integrazione ordinaria ne esce quasi rivoluzionata con benefici per i lavoratori e per le imprese.
 Pagamento immediato. La direzione nazionale dell'Inps fa sapere alle proprie sedi locali che l'accettazione delle domande di cassa integrazione ordinaria non dovranno avvenire al momento della ripresa dell'attività produttiva da parte dell'azienda richiedente ma dovranno farlo in via preventiva. «Oggi, e anche a Prato, - spiega il segretario della Filtea Cgil Massimiliano Brezzo - le aziende si vedono accogliere le domande di cigo quando hanno già usufruito dell'ammortizzatore sociale. Questo comporta che i lavoratori devono aspettare anche mesi per vedersi pagare la cassa integrazione. Con la nuova interpretazione invece il via libera dovrebbe arrivare a ridosso della presentazione della richiesta e quindi, presumibilmente, gli stessi tempi ci dovrebbero essere anche per l'erogazione ai lavoratori e quindi è possibile riscuotere già il mese successivo».
Da ordinaria a straordinaria. La stessa circolare prevede che la valutazione si fa al momento della presentazione della domanda e quindi anche quella della situazione aziendale. Una cosa apparentemente ovvia ma che in realtà potrebbe prevedere una rivoluzione nella scelta degli ammortizzatori sociali da utilizzare da parte delle aziende. «Per i casi in cui a un periodo di cigo segua immediatamente una richiesta di cigs i due interventi vengono considerati su presupposti differenti comprendendo che la situazione aziendale può quindi essere mutata». Tradotto significa che un'azienda non è vincolata se ha fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria a riprendere obbligatoriamente l'attività prima di aprire una cassa integrazione straordinaria. E il passaggio da difficoltà temporanee a crisi strutturali diventa possibile.
 Il conteggio del periodo. Questa è una delle novità più rilevanti. Se fino ad oggi un'azienda utilizzava la cigo solo per due giorni a settimana nel conteggio finale si considerava come utilizzata l'intera settimana. Adesso invece il conteggio viene fatto sui giorni in cui effettivamente viene utilizzato l'ammortizzatore sociale. «Questo consente - è sempre Brezzo ad entrare nel merito - quindi una gestione migliore della cassa integrazione ordinaria. Le aziende ad esempio possono decidere di fare settimane di lavoro più corte avendo a disposizione, alla fine, un periodo più lungo. Questo è possibile perché si passa dal consumare una settimana anche con una solo giornata a consumare una settimana quando sono consumate 5 giornate. Di fatto un'azienda che perde due o tre giorni la settimana di lavoro può stare in cassa integrazione ordinaria anche due anni».
 L'effetto su Prato. «Queste nuove interpretazioni - spiega il segretario della Filtea Cgil - sono molto importanti per il distretto pratese. Intanto c'è da dire che le richieste di un allungamento degli ammortizzatori sociali inoltrate dal tavolo di distretto hanno aperto una breccia sul Governo. Di fatto le 52 settimane possibili sono, per molti casi e in concreto, quasi raddoppiate per il diverso conteggio e consente all'azienda di trasformare velocemente il pagamento dei contributi in salario per i propri lavoratori. Aggiungo che l'utilizzo di questo strumento in modo più razionale può limitare i licenziamenti per riduzione di personale accompagnando le aziende verso il superamento della crisi mantenendo in forza la manodopera».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino