Prato senza impianti Ma con le ciclabili si è ritrovato il fiume
Fabio Barni
{Ho sempre vissuto qui e devo molto alla città Il sindaco ce la mette tutta, ma la giunta... Salvo la Stancari, la migliore di tutti}
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PRATO. Ama la sua città, dov'è sempre vissuto e dove lo conoscono in tanti. Moltissimi, per la precisione 3.325, lo stimano a tal punto che tre anni e mezzo fa lo avrebbero voluto sindaco. Fu un bel successo personale, pur lontano dal numero di voti necessario a guidare l'amministrazione cittadina. Avvocato, sportivo, politico. Il pratese Massimo Taiti ne ha tante da dire, e ricordare, sulla Prato di ieri e di oggi. Come ricorda la città della sua infanzia? {Ho sempre vissuto in centro o nelle immediate vicinanze. Quando ero piccolo, c'erano i campi subito fuori le mura, con le gore e qualche casa di contadini. A 5 o 6 anni potevo già giocare in mezzo alla strada o nei campi con gli amici}. Ricorda in particolare qualcuno? {Ero molto amico di Enrico Coveri. Credo che abbia sempre avuto il pallino della moda. Già da ragazzo mostrava la sua identità e il suo talento. Stava già dietro al modo di vestirsi. Forse erano spunti che aveva preso dalla mamma, che era sarta}. Come trascorrevate il tempo? {In prevalenza, se eravamo abbastanza, giocavamo a pallone ai giardini dell'Esedra ora piazzetta Europa (che prendevano nome da un bar lì vicino), o in via Fra Bartolomeo, al campo della mutua.
Ripeto. C'erano i campi, le gore e il Bisenzio. Le alternative erano poche. I nostri genitori, per esempio, amavano chiaccherare, di sera, lungo il fiume. Ogni tanto, saltava fuori un residuato bellico. Era una vita diversa}. Poi vennero il boom e gli anni Sessanta. Che cosa cambiò? {Cominciammo a frequentare qualche locale, a cominciare dalle case del popolo con la musica dal vivo, il salone Apollo della Pubblica Assistenza, la Corale Verdi, l'In's Gap}. Fu più facile far breccia nel cuore di qualche ragazza? {A dire il vero le occasioni d'incontro non erano molte. Era più facile vivere un'avventura estiva. Piccole e grandi storie che finivano lì}. Dove? {Al mare, in Versilia. Per tanti anni sono andato con la famiglia al Principe di Piemonte. Ricordo che nel '68 ero un pischello. Avevo 16 anni. Andavo sulla spiaggia a sentire di lontano Mina o la Vanoni. C'era chi passava dalla spiaggia per entrare alla Bussola senza pagare}. Torniamo a Prato. Come si divertiva a quell'età? {Andavo allo stadio. Sempre. Anche se il Prato era in serie C, giocava campionati di livello. La passione era tanta che, se la squadra era in trasferta, aspettavamo in San Domenico che il gestore del bar segnasse il risultato della partita sulla lavagna. Doveva essere avvertito per telefono.
Tempi diversi. Adesso finiamo anche per dimenticare di leggere il risultato sul Televideo, che l'aggiorna in tempo reale. A dire il vero, mi sono divertito col Prato anche tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. Ricordo una volta che andai con la squadra alla Rai. Era stata invitata alla Domenica Sportiva dopo aver vinto 3-0 a Monza. Dovevamo salire in B. Andò male}. Fermiamoci un passo indietro. Nella tarda adolescenza e in gioventù, cambiò mai il suo rapporto con la città? {No, anche se negli anni Settanta ho fatto la contestazione. Erano anni particolari, che precedevano gli anni di piombo e nei quali si diceva che a 18 anni, chi non è comunista è senza cuore}. A quale gruppo o movimento apparteneva? {Al Manifesto. C'erano anche il sindaco Romagnoli e l'architetto Mattei}. La contestazione, almeno la sua, filò liscia? {Direi di sì. Non ho mai preso né dato botte. Fui processato nel 1972 per disturbo alla campagna elettorale. Avevamo contestato un comizio d'Almirante, mi pare in piazza Duomo}. Oggi qual è il suo rapporto con la città? {Amo questa città e la vivo. Sabato e domenica, il più delle volte, passo qui il tempo. Amo passeggiare, in centro come sulle piste ciclabili. Da trent'anni, Prato mi sta dando tanto.
Penso ai successi sportivi, alla possibilità di fare politica, alla carriera d'avvocato}. Rifacciamoci da una parte. Nello sport presiede il Coni e ha vinto molto. {Con la pallamano ho vinto due scudetti e due coppe Italia. Eccoli qui nel mio studio}. Si occupa più di handball? {Adesso no, anche se continuo a seguirlo}. Passiamo alla politica. In questi anni, ha avuto anche modo di criticare la città o alcuni suoi aspetti {In politica ho cercato e cerco di dare un aiuto a Prato. Amo la città, ma mi rendo conto che da tempo ci sono anche tanti problemi. Il centro storico ne ha tantissimi. Però, posso dire che 15 anni fa un pratese non sapeva dove andare. Adesso ci sono tanti posti. E' possibile prendere un caffè al tavolo}. Quali sono gli angoli più brutti di Prato? {Da presidente del Coni, dico che lo stadio fa ormai senso. Una città come la nostra non può avere un impianto principale come quello. Bruttissimo è il vecchio pattinodromo. Il Palaconsiag è una palestra da 2000 posti. Manca una piscina olimpica coperta, senza pensare che siamo stati dieci anni senza pista d'atletica}. Colpa degli amministratori? {E' un dato di fatto. Negli anni Settanta questa città ha costruito numerosi impianti per lo sport di base.
E ha fatto bene. Solo che a quella stagione non sono seguiti altri impegni e siamo arrivati a un punto, mi rendo conto, nel quale è difficile che un'amministrazione pubblica, senza concorso privato, possa da sola realizzare determinati impianti}. Passiamo agli angoli belli. Quali sono? {Dico le piste ciclabili. Sono state un'ottima intuizione e un'ottima realizzazione da parte delle nostre amministrazioni. Le piste ciclabili hanno permesso ai pratesi di riscoprire il fiume. Sono state una scelta sociale, politica e sportiva. Basti vedere quante persone le percorrono, si fermano a chiaccherare, le usano per muoversi in bicicletta o correre a piedi}. Insomma, non tutto quel che fa la giunta è sbagliato... {Posso dire che il sindaco ce la sta mettendo tutta}. E' la giunta che non va? {Lasciamo perdere}. Chi si salva? {Lo dico io, che non sono certo d'area cattolica: l'assessore Stancari è la più brava di tutti. Deve vedersela con i problemi concreti, con persone che le chiedono un tetto. Riesce a essere disponibile ed è anche brava a operare, come dimostrano i risultati che sta ottenendo}.
Ripeto. C'erano i campi, le gore e il Bisenzio. Le alternative erano poche. I nostri genitori, per esempio, amavano chiaccherare, di sera, lungo il fiume. Ogni tanto, saltava fuori un residuato bellico. Era una vita diversa}. Poi vennero il boom e gli anni Sessanta. Che cosa cambiò? {Cominciammo a frequentare qualche locale, a cominciare dalle case del popolo con la musica dal vivo, il salone Apollo della Pubblica Assistenza, la Corale Verdi, l'In's Gap}. Fu più facile far breccia nel cuore di qualche ragazza? {A dire il vero le occasioni d'incontro non erano molte. Era più facile vivere un'avventura estiva. Piccole e grandi storie che finivano lì}. Dove? {Al mare, in Versilia. Per tanti anni sono andato con la famiglia al Principe di Piemonte. Ricordo che nel '68 ero un pischello. Avevo 16 anni. Andavo sulla spiaggia a sentire di lontano Mina o la Vanoni. C'era chi passava dalla spiaggia per entrare alla Bussola senza pagare}. Torniamo a Prato. Come si divertiva a quell'età? {Andavo allo stadio. Sempre. Anche se il Prato era in serie C, giocava campionati di livello. La passione era tanta che, se la squadra era in trasferta, aspettavamo in San Domenico che il gestore del bar segnasse il risultato della partita sulla lavagna. Doveva essere avvertito per telefono.
Tempi diversi. Adesso finiamo anche per dimenticare di leggere il risultato sul Televideo, che l'aggiorna in tempo reale. A dire il vero, mi sono divertito col Prato anche tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. Ricordo una volta che andai con la squadra alla Rai. Era stata invitata alla Domenica Sportiva dopo aver vinto 3-0 a Monza. Dovevamo salire in B. Andò male}. Fermiamoci un passo indietro. Nella tarda adolescenza e in gioventù, cambiò mai il suo rapporto con la città? {No, anche se negli anni Settanta ho fatto la contestazione. Erano anni particolari, che precedevano gli anni di piombo e nei quali si diceva che a 18 anni, chi non è comunista è senza cuore}. A quale gruppo o movimento apparteneva? {Al Manifesto. C'erano anche il sindaco Romagnoli e l'architetto Mattei}. La contestazione, almeno la sua, filò liscia? {Direi di sì. Non ho mai preso né dato botte. Fui processato nel 1972 per disturbo alla campagna elettorale. Avevamo contestato un comizio d'Almirante, mi pare in piazza Duomo}. Oggi qual è il suo rapporto con la città? {Amo questa città e la vivo. Sabato e domenica, il più delle volte, passo qui il tempo. Amo passeggiare, in centro come sulle piste ciclabili. Da trent'anni, Prato mi sta dando tanto.
Penso ai successi sportivi, alla possibilità di fare politica, alla carriera d'avvocato}. Rifacciamoci da una parte. Nello sport presiede il Coni e ha vinto molto. {Con la pallamano ho vinto due scudetti e due coppe Italia. Eccoli qui nel mio studio}. Si occupa più di handball? {Adesso no, anche se continuo a seguirlo}. Passiamo alla politica. In questi anni, ha avuto anche modo di criticare la città o alcuni suoi aspetti {In politica ho cercato e cerco di dare un aiuto a Prato. Amo la città, ma mi rendo conto che da tempo ci sono anche tanti problemi. Il centro storico ne ha tantissimi. Però, posso dire che 15 anni fa un pratese non sapeva dove andare. Adesso ci sono tanti posti. E' possibile prendere un caffè al tavolo}. Quali sono gli angoli più brutti di Prato? {Da presidente del Coni, dico che lo stadio fa ormai senso. Una città come la nostra non può avere un impianto principale come quello. Bruttissimo è il vecchio pattinodromo. Il Palaconsiag è una palestra da 2000 posti. Manca una piscina olimpica coperta, senza pensare che siamo stati dieci anni senza pista d'atletica}. Colpa degli amministratori? {E' un dato di fatto. Negli anni Settanta questa città ha costruito numerosi impianti per lo sport di base.
E ha fatto bene. Solo che a quella stagione non sono seguiti altri impegni e siamo arrivati a un punto, mi rendo conto, nel quale è difficile che un'amministrazione pubblica, senza concorso privato, possa da sola realizzare determinati impianti}. Passiamo agli angoli belli. Quali sono? {Dico le piste ciclabili. Sono state un'ottima intuizione e un'ottima realizzazione da parte delle nostre amministrazioni. Le piste ciclabili hanno permesso ai pratesi di riscoprire il fiume. Sono state una scelta sociale, politica e sportiva. Basti vedere quante persone le percorrono, si fermano a chiaccherare, le usano per muoversi in bicicletta o correre a piedi}. Insomma, non tutto quel che fa la giunta è sbagliato... {Posso dire che il sindaco ce la sta mettendo tutta}. E' la giunta che non va? {Lasciamo perdere}. Chi si salva? {Lo dico io, che non sono certo d'area cattolica: l'assessore Stancari è la più brava di tutti. Deve vedersela con i problemi concreti, con persone che le chiedono un tetto. Riesce a essere disponibile ed è anche brava a operare, come dimostrano i risultati che sta ottenendo}.
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