Il Tirreno

Prato

Il prete contro i ragazzini «Basta con i vandalismi»

Paolo Nencioni
Il prete contro i ragazzini «Basta con i vandalismi»

Don Stancari stufo di danni e schiamazzi Un sos alle istituzioni «Ma noi torniamo qui»

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PRATO. Lasciate che i pargoli vengano a me, a patto che non amoreggino davanti alla chiesa, che non imbrattino i muri, che non interrompano la messa con urlacci. La rilettura della citazione evangelica si adatta allo stato d’animo di monsignor Carlo Stancari, arciprete della Basilica delle Carceri, che si è definitivamente stufato degli schiamazzi di un gruppo di ragazzi. Sono gli adolescenti che tutti i pomeriggi, e spesso anche la sera, si ritrovano sul sagrato della chiesa per tirar tardi fino all’ora di cena. Niente di strano, se non fosse che la convivenza tra i religiosi, i fedeli e i ragazzi si è fatta sempre più difficile, tanto da spingere don Carlo a scrivere una lettera aperta alle istituzioni cittadine e ai dirigenti scolastici per denunciare pubblicamente «lo stato di invivibilità» e lanciare un appello: «aiutateci a mantenere dignitosamente questo luogo dello spirito e della cultura che è di tutta la città». L’elenco delle lamentele è abbastanza lungo: scritte a pennarello e con vernice spray sul marmo bianco della basilica, schiamazzi, partite di calcio sul sagrato, “imprese amorose” non meglio specificate, angoli trasformati in bagni pubblici all’aperto.

Non è la prima volta che monsignor Stancari denuncia pubblicamente certe cose. E non è passato molto tempo da quando i muri esterni della chiesa sono stati ripuliti dalle scritte vandaliche (che sono puntualmente ricomparse più numerose di prima). Spesso don Carlo ha accennato a questi problemi davanti ai fedeli durante l’omelia, ma finora non è servito a niente. Ha provato anche a parlare coi ragazzi. Un dialogo difficile: dice che lo hanno preso a male parole, specie le ragazzine. Per questo l’arciprete delle Carceri chiede ora l’aiuto delle istituzioni. Nel frattempo la parrocchia paga un incaricato che ogni sabato e domenica mattina ripulisce il sagrato da lattine, cocci di bottiglia, gomme, sigarette e cartacce. La perpetua è convinta che certi ragazzi lo facciano anche apposta. «Li ho visti l’altro giorno - racconta - Stavo arrivando in chiesa e c’erano due ragazzi seduti vicino alla porta. Hanno aspettato che uscisse un prete giovane per mettersi a baciarsi in maniera esagerata». Ogni tanto, riferiscono dalla chiesa, la messa è interrotta da urlacci di qualcuno che si mette sulla porta, in certi casi bestemmie. I ragazzi dal canto loro minimizzano. Anche ieri erano in tanti sul sagrato e accanto alla porta della basilica.

«Sì, è vero, facciamo un po’ di casino - dicono - ma niente di più. Ogni tanto il prete chiama la polizia, arrivano gli agenti e ci dicono di abbassare la voce, di andare un po’ più in là. Poi noi ritorniamo qui». Don Carlo bacchetta anche i vigili urbani che talvolta multano le auto parcheggiate per la messa e invece tollerano i teppisti. «Nessuna tolleranza - replica l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone - Dirò ai vigili di fare qualche controllo in più, specialmente durante le funzioni religiose. Ma credo che il problema sia in primo luogo dei genitori di questi ragazzi, che dovrebbero dare loro un altro tipo di educazione. Certe volte si ha l’impressione che gli adulti deleghino alle istituzioni l’educazione dei propri figli».

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