Il Tirreno

Prato

Il Catasto scopre un paese fantasma

Paolo Nencioni

Dalle foto aeree spuntano 338 case non censite: sanzioni in arrivo

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PRATO. L’Agenzia del territorio ha scoperto un paese fantasma: 338 case che ufficialmente non esistono, ma che invece sono lì, impietosamente immortalate dalle foto aeree e ora finite nel mirino del Fisco. Sono gli edifici censiti a Prato dall’ex Catasto, grazie alle fotografie scattate dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. I proprietari hanno ora tre mesi di tempo per regolarizzare la loro posizione con l’Agenzia del territorio, altrimenti potrebbero andare incontro a pesanti sanzioni.

Ma com’è saltato fuori questo esorbitante numero di edifici che ufficialmente non figurano sulle mappe catastali? L’idea è semplice e allo stesso tempo efficace. I segugi del fisco hanno pensato di mettere a confronto le mappe con le foto scattate dall’alto e si sono accorti che sul territorio comunale erano spuntate un sacco di case (in alcuni casi si tratterebbe di ampliamenti di fabbricati già esistenti) di cui si ignorava l’esistenza. L’operazione è stata compiuta in 169 comuni italiani, tra cui Prato e Calenzano, il cui elenco è stato pubblicato venerdì sulla Gazzetta ufficiale. Ma è solo l’inizio: l’intenzione è di estendere le verifiche a tutti gli oltre ottomila comuni italiani. E se i primi risultati sono questi, ne vedremo delle belle. L’Agenzia stima infatti che in Italia siano circa 250.000 gli immobili non censiti.

Il caso pratese è certamente eclatante, perché il numero di edifici spuntati dal nulla - 338 - appare francamente molto alto, tanto che il vice sindaco Roberto Bencini è portato a credere che si tratti di fabbricati vecchi, mai censiti dal Catasto. «In città quando si comincia a costruire c’è sempre qualcuno che chiama i vigili urbani e l’accatastamento è inevitabile - ragiona Bencini - Dunque potrebbero essere edifici relativamente vecchi, sfuggiti alle mappe». Oppure, è un’altra ipotesi dello stesso Bencini, le case fantasma potrebbero essere una lacuna provocata anni fa da errori nel trasferimento dati, quando da una costola del Catasto fiorentino nacque l’ufficio pratese.

Di sicuro per il Comune questo esercito di case non censite è una novità, che verrà attentamente valutata nei prossimi giorni, perché ci sono in ballo parecchi soldi: sugli edifici fantasma, infatti, verosimilmente non è stata mai pagata l’Ici, l’Imposta comunale sugli immobili, di cui ora potrebbero essere chiesti gli arretrati ai proprietari. L’elenco degli immobili scoperti dall’Agenzia delle entrate è stato pubblicato sul sito www.agenziaterritorio.gov.it/, dove viene indicato il foglio e il numero della particella catastale. Per tutti gli immobili pratesi la “data di mancata dichiarazione” è il 31 gennaio del 1998.

Mancando il riferimento all’indirizzo, non è facile per i proprietari in buona fede capire se la loro casa rientra nell’elenco degli edifici fantasma. Bisogna dare un’occhiata al contratto d’acquisto o verificare alla Conservatoria dei registri immobiliari. A Calenzano il problema è quasi inesistente, visto che nell’elenco figurano solo due immobili non censiti, rispetto ai 338 di Prato. Il confronto tra mappe catastali e foto aeree non è stato fatto negli altri comuni della provincia e potrebbe riservare sorprese in Vallata o sul Montalbano, anche perché l’Agenzia del territorio va a caccia degli immobili classificati come rurali che nel frattempo di rurale non hanno più niente. Perche questi edifici siano esentati dall’Ici bisogna che il proprietario dimostri di essere iscritto come imprenditore agricolo alla Camera di commercio.

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