La danza mattutina dei cinesi fa proseliti anche tra gli italiani
Melania Mannelli
Ogni giorno il vecchio Jiang Xin Zhou guida il Tai Chi Chuan ai giardini di via Colombo
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Quando la frenesia del traffico mattutino giunge al suo apice, nell’angolo verde di via Colombo la melodia orientale di una radio scandisce i movimenti armoniosi di un gruppo di anziani cinesi che praticano il Tai chi chuan. La figura pacifica dell’ottantenne Jiang Xin Zhou, il maestro, ogni mattina, da meno di un anno, mostra a una trentina di suoi connazionali le tecniche della filosofica ed antica arte marziale. E con il tempo, la morbidezza e l’eleganza delle loro movenze, simili a una danza, hanno incantato alcuni italiani, che hanno deciso di unirsi ai loro esercizi di meditazione in movimento.
La pratica quotidiana del Tai chi è iniziata il 30 novembre 2006, spiega Hu Yun Tian, arrivato a Prato nel 1989 e amico del maestro Jiang. «All’inizio, a causa del molto lavoro, non avevo tempo per niente - spiega Hu Yun Tian - Poi, quando i miei figli sono cresciuti e sono diventato nonno di 6 nipoti, molti anziani come me hanno deciso di riunirsi per fare Tai chi, visto che aiuta a sentirsi bene». Insomma, questo drappello della vecchia generazione di cinesi (Hu Yun Tian ha 60 anni, 62 secondo il calendario della propria cultura), riacquistato un po’ di tempo libero, ha cominciato a darsi appuntamento nei giardini di via Colombo ogni mattina, dalle 9 alle 10.30, dopo aver accompagnato i nipoti a scuola. Che il Tai chi, nella variante semplificata e moderna delle 24 posture, sia un toccasana per il benessere fisico sembra evidente dalla scioltezza dei loro movimenti. Ma Yun Tian ha un aneddoto migliore per dimostrarlo. «Diversi anni fa ho avuto un incidente con il mio furgone. Per sbaglio cercai di passare da un ponte troppo basso - racconta - Mi feci male ad un braccio e ad una gamba. Quando i medici mi dissero che ero guarito in realtà non mi sentivo bene. Ma praticando il Tai chi sono ritornato in forma come prima».
Federico, 22 anni, studente di lingua cinese all’Università di Firenze, con la passione per le arti marziali, spiega che il Tai chi ha lo scopo di far circolare l’energia vitale dentro ognuno di noi e di riattivare la circolazione sanguigna e linfatica. «Vengo qui da Firenze, anche per fare palestra con la lingua cinese - spiega Federico - Sono stato subito ben accolto. Il maestro è disponibilissimo, quando intravede un nuovo arrivo gli si avvicina e, anche se non parla italiano, si fa capire e cerca di correggere i movimenti sbagliati». Come Federico, anche altri signori italiani, come Stella, Giovanna e Giuseppe, sono diventati parte del gruppo. Giovanna, che abita in zona, dice di essersi interessata al Tai Chi perchè stupita dall’agilità di questi anziani cinesi rispetto a quelli italiani.
Mentre Stella, che fa parte del gruppo di artisti “Senza dimora fissa”, li ha conosciuti perchè tutti i giorni veniva nei giardini di via Colombo a fare delle foto: «Gli ho mostrato alcuni scatti e loro mi hanno invitato ad unirmi agli esercizi, regalandomi anche una divisa in raso». Quando non è troppo caldo, infatti, le donne indossano sopra i vestiti una divisa rossa e gli uomini una bianca, allo scopo di rendere il gruppo più armonico. A breve i giardini di via Colombo saranno ristrutturati. Sarebbe un vero peccato se i lavori finissero per togliere spazio a questo esperimento di integrazione, che necessiterebbe casomai di un riparo nei giorni di pioggia.
La pratica quotidiana del Tai chi è iniziata il 30 novembre 2006, spiega Hu Yun Tian, arrivato a Prato nel 1989 e amico del maestro Jiang. «All’inizio, a causa del molto lavoro, non avevo tempo per niente - spiega Hu Yun Tian - Poi, quando i miei figli sono cresciuti e sono diventato nonno di 6 nipoti, molti anziani come me hanno deciso di riunirsi per fare Tai chi, visto che aiuta a sentirsi bene». Insomma, questo drappello della vecchia generazione di cinesi (Hu Yun Tian ha 60 anni, 62 secondo il calendario della propria cultura), riacquistato un po’ di tempo libero, ha cominciato a darsi appuntamento nei giardini di via Colombo ogni mattina, dalle 9 alle 10.30, dopo aver accompagnato i nipoti a scuola. Che il Tai chi, nella variante semplificata e moderna delle 24 posture, sia un toccasana per il benessere fisico sembra evidente dalla scioltezza dei loro movimenti. Ma Yun Tian ha un aneddoto migliore per dimostrarlo. «Diversi anni fa ho avuto un incidente con il mio furgone. Per sbaglio cercai di passare da un ponte troppo basso - racconta - Mi feci male ad un braccio e ad una gamba. Quando i medici mi dissero che ero guarito in realtà non mi sentivo bene. Ma praticando il Tai chi sono ritornato in forma come prima».
Federico, 22 anni, studente di lingua cinese all’Università di Firenze, con la passione per le arti marziali, spiega che il Tai chi ha lo scopo di far circolare l’energia vitale dentro ognuno di noi e di riattivare la circolazione sanguigna e linfatica. «Vengo qui da Firenze, anche per fare palestra con la lingua cinese - spiega Federico - Sono stato subito ben accolto. Il maestro è disponibilissimo, quando intravede un nuovo arrivo gli si avvicina e, anche se non parla italiano, si fa capire e cerca di correggere i movimenti sbagliati». Come Federico, anche altri signori italiani, come Stella, Giovanna e Giuseppe, sono diventati parte del gruppo. Giovanna, che abita in zona, dice di essersi interessata al Tai Chi perchè stupita dall’agilità di questi anziani cinesi rispetto a quelli italiani.
Mentre Stella, che fa parte del gruppo di artisti “Senza dimora fissa”, li ha conosciuti perchè tutti i giorni veniva nei giardini di via Colombo a fare delle foto: «Gli ho mostrato alcuni scatti e loro mi hanno invitato ad unirmi agli esercizi, regalandomi anche una divisa in raso». Quando non è troppo caldo, infatti, le donne indossano sopra i vestiti una divisa rossa e gli uomini una bianca, allo scopo di rendere il gruppo più armonico. A breve i giardini di via Colombo saranno ristrutturati. Sarebbe un vero peccato se i lavori finissero per togliere spazio a questo esperimento di integrazione, che necessiterebbe casomai di un riparo nei giorni di pioggia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google