Il Tirreno

Prato

Il regista Cecconi riflette sulla fine della vita

Un’immagine tratta del set del film “5. Non uccidere” del regista Gabriele Cecconi
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Un’immagine tratta del set del film “5. Non uccidere” del regista Gabriele Cecconi

Stasera al cinema Terminale "5. Non uccidere". Sarà presente Mina Welby

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 PRATO. Stasera alle 21 al cinema Terminale sarà presentato "5. Non uccidere" (ingresso gratuito), il nuovo episodio del film dedicato ai dieci comandamenti nella società contemporanea del regista Gabriele Cecconi. Dopo il decimo e il terzo comandamento, questa volta è il quinto ad essere affrontato. Il film, che si ispira ad alcuni fatti realmente accaduti negli ultimi anni, inizia con Italo, un anziano avvocato che, come tutte le mattine, entra in una residenza sanitaria con una rosa rossa per la moglie Luisa, in coma da 11 anni. Il tema è tra i più caldi e attuali del momento, quello del testamento biologico, dell'eutanasia, del fine vita e dell'autodeterminazione dell'uomo. Trattandosi di un tema di così grande attualità, dopo il film ci sarà un dibattito, a cui parteciperà Mina Welby (associazione Luca Coscioni), don Marco Pratesi (direttore scuola teologica di Prato), prof. Walter Bernardi, preside Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, dottor Andrea Bonfà, anestesista rianimatore. Tutti gli spettatori potranno esporre il proprio pensiero sul film e sull'argomento. Questo cortometraggio di 23 minuti fa parte del film lungometraggio che, ispirandosi liberamente ai dieci comandamenti, intende raccontare l'Italia di oggi, evidenziando la sempre maggiore complessità dei temi etici nella società contemporanea. Le riprese sono state effettuate alla residenza Villa Amelia, alla casa di cura Villa Fiorita e all'interno del Tribunale di Prato. Straordinaria l'interpretazione dell'attore pratese Giorgio de Giorgi. Il cortometraggio è stato prodotto dall'Associazione Milleindaghifilms e Alfafilm con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

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