Il Tirreno

Prato

L'Ottetto di Lehman in concerto al Metastasio

Paolo Puggelli
Steve Lehman in concerto stasera al Metastasio
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Steve Lehman in concerto stasera al Metastasio

Un suggestivo mix di ritmi jazz e improvvisazione

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 PRATO. Uno sguardo su quello che accade oggi nella scena jazz internazionale, ed il nome di Steve Lehman compare subito fra i più considerati degli ultimi tempi. Come sempre la rassegna dedicata alla musica afroamericana del Metastasio firmata Stefano Zenni, è attenta alla contemporaneità e si preoccupa di fare il punto della situazione in una delle musiche più veloci nelle sue evoluzioni. Così stasera al Metastasio (ore 21), per il primo appuntamento, ecco il gruppo di Lehman, un ottetto carico di fiati (due trombe, due sax, un tuba), ed il suono del vibrafono a colorare la sezione ritmica.  La formazione, con gli strati di fiati, il basso tuba pulsante, i giochi a incastro tra le parti, richiama certamente la musica di Henry Threadgill. Non manca però un riferimento ad un gigante del sax alto come Jackie McLean dei dischi Blue Note anni Sessanta, cui Lehman si ispira con le trasparenze del vibrafono e il gusto per un melodismo asciutto e swingante. Ma forse l'influenza più sorprendente è quella di compositori cosiddetti «spettralistri», una scuola francese di cui l'esponente più alto è stato Gérard Grisey, che esplora inedite combinazioni e risonanze tra strumenti, colori, vibrazioni. Così nell'Ottetto di Lehman i ritmi jazz e l'improvvisazione sostengono affascinanti, misteriose materializzazioni di colori. Qualcosa di realmente nuovo, che giunge per la prima volta in Italia in esclusiva per Metastasio Jazz.

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