Il Tirreno

Prato

Il racconto di un'infanzia contadina

Luana Cecchi
Sopra, Wilma Tognarelli nel 1953 alla casa della Mulinaccia A sinistra, cresimata col cugino
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Sopra, Wilma Tognarelli nel 1953 alla casa della Mulinaccia A sinistra, cresimata col cugino

Il libro di Wilma Tognarelli, ex operaia, arrivata a Prato dal Mugello

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 PRATO. Si ritrovano le nostre radici nel volume "Gente del Mugello - Memorie di un'infanzia contadina", edito dalla Tipografia Tomas Prato. Sono i ricordi di Wilma Tognarelli, pratese, nata in un piccolo borgo del Mugello negli anni '40. A tredici anni Wilma si doveva alzare alle 3,30, per prendere l'autobus a Barberino del Mugello ed entrare in fabbrica alle 6, al lanificio di Walter Banci. Era pagata meno e a nero, perchè ancora non aveva l'età per il libretto, rientrava a casa alle quattro del pomeriggio, saltando anche il pasto. Il volume è stato stampato in proprio e realizzato con la collaborazione di Fiorenza Caciotti che ha curato la stesura definitva e l'impaginazione. Leggere questo libro, corredato di foto d'epoca, è emozionante, si ritrova un mondo ormai scomparso, la vita contadina alla metà del Novecento. Il duro lavoro nei campi, le mille privazioni, la convivenza dei diversi nuclei familiari nella conduzione del podere, i relativi dissidi. Famiglie patriarcali dove regnava il capoccia e la massaia più anziana. Nascere femmina in questo contesto, dove le donne non avevano grande considerazione, per Wilma, accettare questa situazione non è stato facile, ha avuto un'infanzia travagliata, mangiava poco e non cresceva. Eppure erano le donne che fra mille difficoltà, allevavano i figli, curavano la casa, gli animali da cortile, facevano il pane e il bucato, dovevano anche aiutare nei campi. Wilma fa rivivere quel mondo, descrivendo gli odori della stalla, l'aia imbuinata per battere il grano, gli animali, i colori della campagna, le varie coloniche dove sono andati ad abitare e in ultimo la sua volontà per convincere il padre a comprare la casa a Prato: «Nel gennaio del 1958 - ricorda Wilma - quando ormai andavo per i 17 anni, la mia famiglia ed io lasciammo il mugello e ci trasferimmo alla Querce, in poggio, fra gli ulivi, in via Baccio da Montelupo 16. La casa doveva ancora essere pagata per la maggior parte, ma io la sentivo già nostra». Il libro sarà nelle biblioteche comunali della città e del Mugello.

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