Il Tirreno

Prato

Operata al cuore, non riesce più a tornare al lavoro causa Covid

Pasquale Petrella
Operata al cuore, non riesce più a tornare al lavoro causa Covid

La signora Lidia ha 47 anni e vive a Prato, dopo i 6 mesi di malattia è in aspettativa senza stipendio perché il medico non le può rilasciare il certificato di idoenità perché lavoratrice sensibile

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PRATO. La signora Lidia ha 47 anni, è dipendente di un consorzio di servizi e si occupa di pulizie. O sarebbe meglio dire che si occupava di fare le pulizie in alcune strutture sanitarie. Nello scorso mese di maggio ha avuto un intervento chirurgico a cuore aperto per il trapianto di una valvola cardiaca, ed è così diventata una lavoratrice dalla condizione di salute sensibile.

Dopo aver esaurito i sei mesi di malattia previsti per legge non riesce più a tornare al lavoro, “Non mi rilasciano il certificato medico per il covid e quindi l’azienda, dove lavoro dal 2007, non può farmi riprendere il lavoro – racconta la signora Lidia – Questo significa che, esaurito il periodo di malattia, sono in aspettativa senza stipendio”. “Come faccio a vivere? Ci sono le bollette e le varie scadenze a cui tenere fede – dice la signora Lidia – Perché il Governo non permette a tutti i lavoratori sensibili di beneficiare del prolungamento dello stato di malattia come ha fatto solo per gli insegnanti? Non abbiamo anche noi il diritto ad avere l’assistenza visto che non ci rilasciano il certificato per poter tornare a lavorare?”

Un appello accorato quello della quarantasettenne che vive da sola e non ha altre persone a cui potersi appoggiare per ottenere un sostegno economico per superare questo momento e sperare che la situazione si sblocchi. “Mio fratello sta facendo già troppo, avendo anche la sua famiglia da mandare avanti – conclude la signora Lidia – Io ho bisogno di riprendere in mano la mia vita e di poter tornare al mio lavoro, oppure di avere la necessaria assistenza finché non mi rilasciano l’idoneità per poter tornare al lavoro”.

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