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Le agenzie di viaggi escluse anche dal “bonus turismo”
Claudia Chiti (“Sotto la Palma”): "Ignorati nella fase 1 dell'epidemia, ora il governo si è dimenticato di noi un’altra volta". Possibile riapertura ma senza clienti
PRATO. “Siamo sull'orlo del baratro e soprattutto siamo dei fantasmi per tutti». Questo il grido che proviene dalla agenzie di viaggio che riapriranno lunedi 18 senza sapere a chi forniranno il loro servizio. «Le nostre difficoltà non sono misurabili e soprattutto non siamo riconosciuti dallo stato – spiega Claudia Chiti titolare dell'agenzia Sotto la Palma in via Livi a Prato – in questi mesi abbiamo lavorato sì ma per annullare i viaggi e ci siamo dovuti interessare di tutti gli aspetti legali e assicurativi dei clienti. Io ho 35 anni e mi piace fare questo lavoro e per questo ho studiato per migliorarmi ma ora con 3 dipendenti è davvero complicato. Inoltre fino ad oggi non abbiamo ricevuto la cassa integrazione, il bonus e il finanziamento promesso. Cosa posso fare dopo che è arrivata anche la beffa del decreto rilancio dove il bonus turismo andrà direttamente agli alberghi o alle strutture ricettive? Noi non esistiamo».
L’agenzia aveva un giro di clienti intorno al centinaio l’anno e il periodo febbraio agosto era quello più importante. «Ma quello che non capisco è perchè non siamo stati considerati in nessuna comunicazione – prosegue Chiti – Anche l'11 marzo, quando siamo stati costretti a chiudere, il nostro codice Ateco non era presente da nessuna parte e siamo stati considerati come agenzie (esercizi commerciali) su strada e quindi ci hanno fermato. Anche adesso nell'ultimo decreto manca sempre il nostro codice per riaprire. Veri e propri fantasmi». Qualche richiesta è precisa c’è.
«Lavorare questa estate nell'ambito solo italiano poteva consentire ai turisti una riscoperta della nostra penisola. Ma il bonus vacanze è diretto ad alberghi e ristoranti, quindi quella fascia di clienti la perdiamo. Inoltre la Toscana non ha dato come ha fatto il Lazio un piccolo contributo a fondo perduto di 1.500 euro, che poteva darci una mano anche solo per pagare un mese di affitto. Io ho 3 dipendenti, come faccio a mantenerli duna volta terminata la cassa integrazione? L’agenzia alla fine dello scorso anno aveva pure rinnovato i locali.
«Ho sempre lavorato con persone giovani e i piedi dipendenti di 28 e 29 anni escono da scuole del turismo. Tra l'altro accogliamo per far imparare questo mestiere diversi stagisti per tirocini formativi dalle scuole di Prato e Pistoia. Per riaprire ho dovuto sanificare tutta l'agenzia e ho dovuto investire altri 250 euro che saranno si rimborsati ma con credito d'imposta. Poi abbiamo messo le strutture in plexiglass. Dall'altra parte niente, anzi solo spostamento delle tasse e dei contributi oltre a balzelli dalle categorie economiche e dei professionisti per i vari servizi ricevuti. Siamo in ginocchio e sarà dura rialzarsi. La richiesta è semplice: dateci gli strumenti per poter fare il nostro lavoro. In queste condizioni riapriamo ma non sappiamo quanto tempo potremo resistere».
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