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Arrivano le auto-confessioni: ecco come cambia la Pasqua
Gli orari delle messe in streaming a partire da domani, domenica delle Palme. Piccoli riti come la lettura del Vangelo da fare in famiglia durante il pranzo. Il messaggio augurale del vescovo Nerbini
PRATO. L’epidemia di coronavirus stravolge anche le celebrazioni pasquali. Una serie di ritocchi al calendario dei vari appuntamenti del Triduo pasquali al quale si adegua anche la diocesi di Prato, a partire da domani, domenica delle Palme. Confermata l’impossibilità dei fedeli di partecipare di persona alle celebrazioni, i sacerdoti celebrano l’Eucarestia anche in assenza di popolo. Molti parroci stanno continuando il loro servizio pastorale attraverso l’uso delle nuove tecnologie, utili per trasmettere, anche in diretta, messe e riflessioni. Partecipare dunque è possibile attraverso i mezzi di comunicazione. La domenica delle Palme, oggi 5 aprile, la tradizionale benedizione dei rami di ulivo sarà simbolica, all’interno delle celebrazioni nelle chiese parrocchiali. In cattedrale il vescovo Giovanni Nerbini presiede la messa alle 18 trasmessa in diretta da Tv Prato (canale 74 e in streaming su tvprato.it). L’emittente cittadina si collegherà anche con la basilica di San Pietro a Roma per la celebrazione presieduta da papa Francesco alle ore 11.
Parrocchie in streaming
Sono molte le parrocchie pratesi che si sono attrezzate per rimanere in contatto con i fedeli usando, in particolare, la propria pagina Facebook. Ecco quali comunità trasmetteranno questa domenica la messa delle Palme: alle 9 San Giorgio a Colonica; alle 10 San Bartolomeo a Coiano, Santa Maria Maddalena a Tavola, San Giovanni Battista a Maliseti, Santi Martiri, La Resurrezione, Madonna dell’Ulivo e San Silvestro a Tobbiana (sul proprio canale Youtube); alle 10,30 San Pietro a Grignano e San Pietro a Mezzana (sul profilo personale del parroco don Massimo Malinconi); alle 11 San Martino a Paperino e Fontanelle. Molti sacerdoti al termine delle celebrazioni usciranno dalla chiesa e dal sagrato impartiranno la benedizione alle comunità parrocchiali.
Piccole liturgie domestiche
Monsignor Nerbini ha chiesto a tutti i parroci di preparare del materiale così da permettere alle famiglie di celebrare piccole liturgie domestiche, in occasione dei pasti, soprattutto nella domenica delle Palme, giovedì Santo, domenica di Pasqua. L’invito ai pratesi è quello di fare «una lettura, breve riflessione, la benedizione della mensa da parte del padre di famiglia, magari con l’accensione di una candela», conclude il vescovo.
Le confessioni
Per prepararsi alla Pasqua i fedeli sono da sempre invitati ad accostarsi al sacramento della confessione. Viste le restrizioni in atto riguardanti gli spostamenti e il divieto di assembramenti anche la “riconciliazione” subisce delle modifiche. In una lettera indirizzata ai sacerdoti il vescovo Giovanni Nerbini suggerisce alcune indicazioni: «In caso di impossibilità a fare diversamente la norma della Chiesa permette che il fedele compia un atto di contrizione sincero e profondo e si accosti alla Comunione con l’impegno ad accedere alla confessione sacramentale per l’accusa dei peccati, non appena questo diventi possibile. I sacerdoti, che trovandosi in chiesa ricevessero la richiesta di una confessione, sempre rispettando le norme sulla distanza tra le persone, possono senz’altro acconsentire offrendo subito dopo la Comunione».
La lettera del vescovo
Il vescovo ha scritto la consueta lettera di buona Pasqua aperta a tutti i fedeli pratesi, raccomandandosi di pregare e partecipare alla messa, seppure in modo diverso. «Quello che spesso rappresentava in molti casi l’unico elemento di consolazione e di conforto – scrive Nerbini – cioè la visita del parroco o del ministro straordinario della comunione con i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia, è venuto a mancare non per pigrizia e neanche per paura dei sacerdoti i quali avrebbero desiderato continuare il loro servizio abituale presso le vostre case (non pochi avevano deciso di continuare anche la benedizione delle famiglie), ma a causa del pressante appello prima, e del divieto assoluto da parte dell’autorità civile poi, a muoversi e frequentare le case delle persone più fragili o malate onde evitare contagi che potevano rivelarsi fatali».
Poi il vescovo racconta l’esperienza di un pellegrinaggio fatto in Polonia dove ha avuto modo di leggere il diario del cardinale Wyszynski, arcivescovo di Varsavia che fu segregato dal partito comunista polacco e diceva «di aver «fatto’ la Via Crucis, scrivendo con una matita i nomi delle stazioni della passione del Signore sul muro e segnandole con una croce».
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