Il Tirreno

Prato

l'epidemia

Alla Briglia spesa "sospesa" nel paniere per i compaesani in difficoltà

Fabrizia Prota
Le ceste con la spesa lasciata fuori dall’abitazione del parroco
◗
Le ceste con la spesa lasciata fuori dall’abitazione del parroco

Basta mettere generi alimentari nelle ceste che il parroco ha messo davanti casa. Ma non tutti sono d’accordo: «Si rischia di violare le regole per evitare il contagio»

3 MINUTI DI LETTURA





VAIANO. Gli abitanti della Briglia si mobilitano per aiutare i compaesani in difficoltà durante l’emergenza coronavirus. È partita infatti nei giorni scorsi nella frazione di Vaiano una raccolta di generi alimentari da destinare a chi in questo momento ha problemi economici nel fare la spesa. Lanciata da alcuni cittadini, l’iniziativa è coordinata dal parroco don Waldemaro, che si è messo a disposizione della comunità per aumentare, in questo frangente di grande difficoltà, il servizio di raccolta di beni alimentari per le famiglie bisognose che la parrocchia solitamente fa ogni seconda domenica del mese.

«Ho pensato che in questo momento così complicato la richiesta di beni alimentari probabilmente fosse aumentata molto – spiega Cristania Corrado, la residente de La Briglia che ha lanciato l’idea (e che nel 2012 fu tra le promotrici di un’iniziativa che raccolse per i terremotati di Mirandola beni per 30mila euro) – I poveri e i disagiati ci sono sempre, ma ora ci sono tante persone che non stanno lavorando e tra queste, inutile nasconderselo, anche persone che lavorano a nero e quindi senza tutele. Perciò se non ci si aiuta tra di noi è finita. Così è venuto naturale domandare al parroco se si poteva chiedere aiuto al paese e fare qualcosa tutti insieme. La raccolta c’è sempre stata – precisa – ma non tutti lo sanno. Così, vista la situazione, abbiamo “dato una scossa” alle persone».

Per contribuire è sufficiente lasciare generi alimentari o di prima necessità nelle ceste davanti alla porta della canonica de La Briglia. Sarà poi il parroco ad occuparsi di prendere i prodotti e consegnarli a chi ne ha bisogno. «È il modo più semplice per aiutare le famiglie povere – spiega don Waldemaro – perché spesso chi ha bisogno si vergogna ad andare in negozio a chiedere. Così si tutela anche la dignità della persona. Sicuramente le famiglie povere con questa situazione non sono diventate benestanti – aggiunge – i casi di disagio sono peggiorati. Qui a La Briglia comunque c’è una forte tradizione nel dare una mano ai più bisognosi ed è molto bello». L’iniziativa, lanciata sui social, ha suscitato qualche perplessità da parte di alcuni cittadini preoccupati del rispetto delle regole per evitare il contagio da Covid-19.

Ma la promotrice rassicura: «Non è che uno deve uscire di casa apposta per la raccolta. Ma se quando va a fare la spesa compra qualcosa in più e la lascia davanti alla porta del parroco non credo sia un grande problema. Ci vuole un po’di buon senso. In più, per le persone che hanno paura ad andare in giro, stiamo studiando anche la possibilità di poter lasciare i beni da donare direttamente nei negozi del paese, che poi passeremo a ritirare». La raccolta ha avuto anche il plauso del sindaco Primo Bosi. Ed è partita bene: «Dopo nemmeno un’ora, davanti alla porta della canonica c’era già una cesta piena di cibo. È stata una gioia: mettendosi tutti insieme si riesce a fare cose incredibili».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web