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Calcio, “Ciccio” Di Paola si ritira dopo una vita a suon di gol: «Scelta difficile, ma giusto così. Valuterò se allenare»

di Stefano Scarpetti

	"Ciccio" Di Paola, qui al San Giuliano
"Ciccio" Di Paola, qui al San Giuliano

Francesco Di Paola, che in carriera ha segnato oltre 300 reti, ha giocato la sua ultima partita nel playout vinto dal San Giuliano contro la Pro Livorno Sorgenti

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SANGIULIANO. Dire basta con il calcio giocato è sempre molto difficile, farlo nel momento giusto è ancora più complicato perché significa chiudere una parte della propria vita, cadenzata da allenamenti, partite, rituali prima di ogni match, gioie e delusioni. Inevitabilmente, però, arriva quel momento in cui si deve interrompere la carriera, che questa sia di un professionista o di un calciatore dilettante, e cambiare la propria esistenza. È il caso di Francesco Di Paola. Che domenica 3 maggio nel playout tra il suo San Giuliano e la Pro Livorno Sorgenti ha indossato per l’ultima volta la maglietta da calciatore, i calzettoni e gli scarpini.

La carriera

Non sono mancate le emozioni per chi ha difeso anche i colori di Forcoli, Ponsacco, Tuttocuoio, Real Forte Querceta e, appunto, San Giuliano Terme nelle ultime stagioni. Ha giocato anche con Massese, Viareggio, Ghiviborgo, Sangiovannese, ma anche fuori regione al Castel Rigone (Serie C), Santhià, Sambenedettese, e Lavagnese. «Avevo metabolizzato il ritiro nei mesi scorsi - dichiara lo stesso Di Paola - ma gli ultimi giorni prima della mia ultima partita non sono stati facili. Il fatto di aver vinto e contribuito alla salvezza del San Giuliano ha in qualche modo attenuato il mio sentimento di dispiacere».

Scelta difficile

Sulla difficoltà della scelta e di farla nel momento giusto ha aggiunto: «Lascio in un momento in cui fisicamente sto bene, ma a un certo punto si fanno altre valutazioni. Era inconciliabile continuare a giocare con il lavoro e la famiglia. Sicuramente mi mancherà il mondo del calcio agonistico ma la vita è fatta di momenti, c’è un inizio e una fine. Nei giorni scorsi ho ricevuto molte chiamate e messaggi, una delle quali di un direttore sportivo che ho apprezzato molto che si è complimentato per i tempi della mia decisione. Per ora stacco poi in futuro valuterò se allenare o meno i ragazzi». Si parla molto di qualità del calcio professionistico ma anche delle categorie inferiori: «Credo si sia molto abbassato, lo dicevo scherzando ai miei compagni che a 42 anni riuscivo a competere. Prima c’erano 7-8 squadre soprattutto in D di alto valore con elementi esperti ma ora non è più così».

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