Menichini, il “fratello” di Mazzone e l’ultima scommessa: «Il mio Pontedera tra testa e ritmo»
A 70 anni arriva l’avventura sulla panchina granata: «Questa squadra ha dei valori, dobbiamo eliminare i difetti»
PONTEDERA. Il Pontedera passa da un esordiente in Serie C, come era Alessandro Agostini, a un tecnico molto esperto con alle spalle un lungo bagaglio di esperienza, Leonardo Menichini.
Amico di Mazzone
Dopo aver terminato la carriera da calciatore nel lontano 1987 – anche lui difensore come il suo predecessore seppur in epoche diverse – per dieci stagioni ha fatto da vice al compianto Carlo Mazzone a Cagliari, Roma, Napoli, Perugia e Brescia. Proprio la sua esperienza con le Rondinelle lo ha reso protagonista, suo malgrado, di un episodio passato alla storia del calcio: era il 30 settembre 2001, si giocava il sentito derby contro l’Atalanta. Mazzone beccato ripetutamente dai tifosi avversari quando gli orobici erano in vantaggio per 3-1 al momento del pareggio 3-3 del Brescia si rese protagonista di una celebre corsa di oltre 70 metri vanamente inseguito proprio da Leonardo Menichini e dal dirigente Cesare Zanibelli andando a esultare sotto la curva ospite.
La carriera
Il suo lungo cammino da tecnico è iniziato nel 2003 ad Ancona, passando per la Torres e anche un’esperienza all’estero in Albania. Poi Lumezzane, mentre in Toscana ha allenato il Grosseto tra il dicembre 2012 e il febbraio 2013 rimanendo soltanto sei partite, e il Pisa dal marzo a giugno della stagione successiva. Ha guidato due squadre granata: ovvero la Reggiana, portandola ai playoff, e la Salernitana, ottenendo una promozione e due salvezze. Nelle ultime stagioni ha guidato la Primavera della Lazio poi ha ottenuto tre salvezze consecutive al Monterosi e lo scorso anno alla Turris. Analizzando la sua carriera la media punti delle sua squadre solo una volta si è attestata sotto 1 punto a partita ovvero nella sua fugace esperienza alla guida del Grosseto facendo registrare 0,57. «La società credo abbia allestito una buona squadra – dichiara il tecnico sulla sua nuova truppa – ma in questo campionato possiamo vincere e perdere con tutti. La concentrazione deve essere sempre alta senza mai abbassare i ritmi. Ho visto i granata con il Campobasso, una partita in cui il Pontedera non meritava di perdere. Dobbiamo cercare di eliminare quei piccoli difetti alzando la concentrazione senza regalare niente e saper leggere la partita. I giocatori sono i protagonisti e devono saperlo fare».
Il “credo” tattico
Da capire adesso se il tecnico confermerà il 3-5-2 attuato da Agostini in queste prime otto partite: in carriera ha usato il 4-3-1-2 sia a Pisa che a Salerno mentre al Monterosi e alla Turris ha scelto nell'ordine 3-5-2 e 3-4-3. «Quando i risultati non vengono si abbassa l'autostima – ha proseguito Menichini – e dobbiamo lavorarci. Io credo in questi giocatori, hanno delle potenzialità e non so per quale motivo non siano state espresse. Sta a me tirar fuori il meglio, come sta a me cercare un modulo adatto a loro. Chiaramente ognuno porterà qualcosa da subito. Serve intensità e quando si ha la palla dobbiamo saperla giocare e saper soffrire nei momenti di difficoltà». Intanto piovono i fulmini del giudice sui granata: Italeng ha rimediato quattro giornate per la gomitata rifilata a Rossini al 40' del secondo tempo di Carpi. Quindi salterà le difficili partite con Torres e Virtus Entella in casa e quelle a Gubbio e a Pescara. Stop anche per Ladinetti, che ha raggiunto il numero limite di ammonizioni. Capitolo tifosi. Alla conferenza stampa di martedì erano presenti anche due rappresentati della gradinata nord "Diego Savelli" che hanno incontrato il tecnico ribadendo il supporto verso la squadra. In un comunicato (qui il testo integrale) hanno poi espresso la vicinanza in questo momento così delicato e difficile, richiamando la città allo stadio per l’impegno di sabato 12 ottobre alle 15 contro la Torres.
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