Il Tirreno

Pontedera

Pontedera celebra la donna anche attraverso il pallone

di Stefano Scarpetti

	Un momento dell’incontro organizzato dal Comune per celebrare Iannella e altre esponenti del Pontedera femminile alla vigilia della festa della donna (foto Silvi)
◗
Un momento dell’incontro organizzato dal Comune per celebrare Iannella e altre esponenti del Pontedera femminile alla vigilia della festa della donna (foto Silvi)

Il Comune plaude le squadre rosa e il percorso di Iannella

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Alla vigilia del 8 marzo nella sala consiliare del Comune di Pontedera è stata presentata la squadra femminile granata. Presenti una rappresentanza di Under 12 e Under 15: Erica Olica, Amelia Scali, Matilde Mazzantini, Alessia Brogi, Aurora Pantulli. Salvatore Costa responsabile della squadra femminile, Gianni Catia. Sandy Iannella prima donna ad allenare una squadra maschile (guida, infatti, la Primavera granata).A fare gli onori di casa il sindaco Franconi. «Fra le iniziative per l’8 marzo abbiamo pensato a presentare Il Pontedera femminile. Un’esperienza partita come scommessa. La storia sportiva del Pontedera la conosciamo tutti, questa è un’aggiunta e vogliamo raccontarne l’attività alla città». 

Andrea Bargagna, responsabile organizzativo del club, aggiunge: «Voglio fare un ringraziamento alla famiglia Pantani. Sandy ha una responsabilità è la prima allenatrice donna di una squadra maschile. Dobbiamo abbattere molte barriere, c’è molto da fare, ci vuole molto coraggio. Siamo indietro rispetto agli altri paesi, auguro a Sandy di ottenere i risultati. Tutti i giorni dovremo festeggiare la festa delle donne. Speriamo che sia l’inizio di una festa di 365 giorni». Iannella racconta la sua storia: «Ho iniziato a giocare a calcio grazie a mia nonna, sono andata in una società che mi ha accolto a braccia aperte. Io decisi di andare a Firenze e Lucca, poi è arrivata l’offerta della Torres. Quello era un grande desiderio, di giocare in Serie A, per fortuna non ho mai avuto problemi in famiglia né con i ragazzi, gli attacchi vengono fatte dalle persone adulte. Per me essere donna vuol dire combattere ogni giorno per i miei sogni. 

E oggi allenare una squadra maschile è un nuovo sogno che si realizza. Io spero che sia solo l’inizio di una rivoluzione, perché le donne che hanno competenza e passione di affrontare sport etichettati come maschile ci sono. Ci siamo, cioè, e speriamo ci sia anche il modo di tirar fuori la forza per combattere ogni giorno per i propri diritti. Ad oggi sono l’unica donna ad allenare una squadra maschile perché siamo indietro rispetto agli altri paesi. Si trovano donne negli staff tecnici, io sono contenta di essere una pioniera. Spero di dare forza ad altre donne e non pregiudicarmi il percorso nel calcio maschile. La competenza va oltre il genere e si sentirà parlare di tante altre ragazze che si affacciano nel mondo del calcio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web