Gioco
Favola Cenaia, dove nasce l’impresa dei neroverdi
I segreti della cavalcata della squadra da Massimo Macelloni
CENAIA. La cavalcata è finita col trionfo. Il Cenaia, con una giornata di anticipo è in serie D. Nella penultima gara del campionato di Eccellenza ha pareggiato (1-1) a Montespertoli e il più diretto inseguitore, il Fratres Perignano, è uscito battuto a Castelfiorentino. La matematica consegna la vittoria del campionato al Cenaia: del tutto ininfluenti sono le gare in calendario domenica prossima (il Cenaia gioca a Castelfiorentino e il Fratres riceve il River Pieve).
Un miracolo? Non proprio. Il Cenaia è partito con grandi progetti nel campionato di Eccellenza, forte dell’esperienza maturata negli anni scorsi, e giornata dopo giornata ha acquistato la consapevolezza di potercela fare. «È stata la vittoria di un gruppo, di tutti noi», dice il centravanti neroverde Tommaso Cosi. «Non ci sono parole. È la vittoria della squadra, di una società e di un paese intero», entra nei dettagli il presidente Enrico Milianti. Al primo anno della carica ha fatto centro, cosa si pretende di più e meglio? E così, dopo aver assistito al pareggio (con gol di Simone Caciagli) sul campo di Montespertoli, essersi complimentato negli spogliatoi, è corso a Cenaia a preparare la festa alla squadra. Che dopo il brindisi sul campo, è stata accolta con tutti gli onori in piazza. Un meritato tripudio.
Se fosse in serie A, il Cenaia si potrebbe cucire lo scudetto sul petto a sancire quel miracolo che nel calcio ogni tanto accade. Proprio della serie A vengono alla mente i successi inaspettati nel tempo di Sampdoria e Verona, ma anche le presenze virtuose del Chievo o del Benevento. A Cenaia toccano il cielo con un dito: un piccolo centro, una frazione, che il prossimo anno sarà nella serie A del calcio dilettanti. «Una grande soddisfazione – commenta il direttore sportivo Bruno Betti – un traguardo che premia l’impegno di tutti, un obiettivo che, ora lo possiamo dire, ci siamo prefissi fin dall’inizio della stagione. Era il nostro fine e ne siamo fieri».
Anche perché il cammino del Cenaia è stato da prima della classe: 18 vittorie e solo due sconfitte patite nel girone di ritorno da sommare alle tre dell’andata. «Ci abbiamo creduto, l’abbiamo voluto e ci godiamo questo strabiliante momento che dedichiamo a chi ci ha sempre seguito», rileva con soddisfazione mal celata il mister Massimo Macelloni.
La favola, che oggi è diventata realtà, prosegue sui campi più importanti della serie D nella prossima stagione. Dal 1969, anno della rinascita del calcio a Cenaia, di tempo ne è passato. Così il pallone tornò a ruzzolare sul campo che prese il nome di Vittorio Pennati: era un imprenditore che si stabilì a Cenaia per dedicarsi all’agricoltura. Poi regalò una porzione dei suoi possedimenti per ricostruire un altro campo sportivo visto che il precedente era stato arato. Tutto il paese contribuì nei lavori. Ecco perché oggi tutti, a Cenaia, sono fieri nei colori rossoverdi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

