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Calcio: il personaggio

La nuova vita di Tavano, dal campo alla panchina del Tuttocuoio. La presidentessa: «L’ho convinto così»

di Alessandro Marone

	Tavano in campo nella sua ultima partita da calciatore, contro il San Miniato Basso con la maglia del Tuttocuoio, nel campionato di Eccellenza (Foto Ac Tuttocuoio)
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Tavano in campo nella sua ultima partita da calciatore, contro il San Miniato Basso con la maglia del Tuttocuoio, nel campionato di Eccellenza (Foto Ac Tuttocuoio)

È diventato l’allenatore dei neroverdi dopo oltre 700 partite e più di 250 gol fatti in carriera

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SAN MINIATO. Ponte a Egola, minuto 74, lampo di classe nel derby del Cuoio. Appena dieci giorni fa al Leporaia un ragazzino, in campo da pochi minuti, brucia portiere e difensore con una zampata rapace e firma l’1-1 contro la capolista Cuoiopelli. Ecco il biglietto da visita del marcatore neroverde, nato a Caserta nel 1979 ma la cui carriera è trascorsa quasi interamente in Toscana: oltre 700 presenze e oltre 250 sigilli, più di 150 gol tra Serie A e B, esultanza iconica con linguaccia e mano in testa. Per chi non lo avesse capito si chiama Francesco Ciccio Tavano.

Empoli (miglior marcatore di sempre con 120 reti), Roma, Livorno, Valencia, Pisa, Carrarese e Prato alcune delle maglie indossate. Identikit inconfondibile. Quella di domenica 6 novembre dovrebbe essere l’ennesima perla di Ciccio Tavano. Ma sarà l’ultima, perché a 43 anni apre un nuovo capitolo: da bomber ad allenatore. Arrivato in estate al Tuttocuoio dopo l’esperienza, sempre in Eccellenza, a Ponsacco, Tavano (autore di 3 centri in campionato finora) proseguirà l’avventura in neroverde, ma con un altro ruolo. Ad un terzo del cammino (10 giornate) il Tuttocuoio occupa la quartultima posizione nel girone A con 7 punti in compagnia del neopromosso Montespertoli. Dopo il ko per 3-0 a Camaiore, la società ha optato per un cambio di guida tecnica, esonerando Fabrizio Tazzioli.

La decisione era nell’aria, l’ufficialità del successore è arrivata nella serata di lunedì: la presidente Paola Coia ha estratto dal cilindro un nome a sorpresa, panchina affidata a Tavano. «L’accordo con Francesco era quello di fare un ultimo anno da calciatore e poi iniziare ad allenare. Alla luce dei risultati negativi e delle difficoltà ho pensato che fosse inutile buttare nella mischia un altro mister – spiega la presidente neroverde – ero in pressing da oltre un mese, dal ko con il San Miniato Basso. Tavano è integro, può dare ancora un grande apporto in campo, ma è qui da agosto, conosce la squadra e tutte le problematiche e gli ho chiesto una mano, uno sforzo: lui ha riflettuto e ha accettato».

Scarpini al chiodo con qualche mese di anticipo per il bomber, che aveva ben chiara l’intenzione di restare nel mondo del calcio nel ruolo di mister e che martedì 15 novembre ha diretto il primo allenamento: «Ho spiegato a Tavano che iniziare dall’Eccellenza è una grande opportunità e lui ha capito. Il passaggio da calciatore ad allenatore è sempre delicato. Lui è apprezzato da quelli che erano i suoi compagni e che ora sono i suoi giocatori per le qualità umane. Si è guadagnato la stima di tutti e ha dimostrato da subito grande rispetto per la società. Francesco è una persona perbene, con valori importanti. Ha carisma, determinazione, personalità: è pacato, ma anche cocciuto, un leader silenzioso».

La tentazione di calciare una punizione da posizione invitante potrebbe essere forte («vediamo», dice Coia), ma Tavano non dovrebbe ricoprire il doppio ruolo di allenatore-giocatore. Domenica, intanto, esordio e prima volta in panchina con scontro-diretto: al Leporaia arriva il fanalino di coda Armando Picchi: «Tavano è una scommessa per me e per il mondo del calcio. Credo tantissimo nella scelta che ho fatto e ringrazio Tazzioli. Avremo gli occhi puntati addosso, ma sono sicura che Francesco saprà tirar fuori il massimo e ci stupirà. Dobbiamo ritrovare serenità e fiducia nei nostri mezzi. Vogliamo risalire la classifica, avevamo altre aspettative, ma ora dobbiamo venirne fuori con coraggio – aggiunge la presidente – in questo momento ho due obiettivi: salvare il Tuttocuoio e aiutare Tavano a fare bella figura. Dovremo stargli tutti vicino e sostenerlo. Certo, non l’ho costretto ed è stata una decisione che ha maturato lui, ma ho influito nella scelta di smettere di giocare a calcio e avverto una certa responsabilità. Il campionato è lungo, se Ciccio riesce a salvarci è un miracolo: a fine anno vogliamo festeggiare».

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