Gioco
La nuova vita di Tavano, dal campo alla panchina del Tuttocuoio. La presidentessa: «L’ho convinto così»
È diventato l’allenatore dei neroverdi dopo oltre 700 partite e più di 250 gol fatti in carriera
SAN MINIATO. Ponte a Egola, minuto 74, lampo di classe nel derby del Cuoio. Appena dieci giorni fa al Leporaia un ragazzino, in campo da pochi minuti, brucia portiere e difensore con una zampata rapace e firma l’1-1 contro la capolista Cuoiopelli. Ecco il biglietto da visita del marcatore neroverde, nato a Caserta nel 1979 ma la cui carriera è trascorsa quasi interamente in Toscana: oltre 700 presenze e oltre 250 sigilli, più di 150 gol tra Serie A e B, esultanza iconica con linguaccia e mano in testa. Per chi non lo avesse capito si chiama Francesco Ciccio Tavano.
Empoli (miglior marcatore di sempre con 120 reti), Roma, Livorno, Valencia, Pisa, Carrarese e Prato alcune delle maglie indossate. Identikit inconfondibile. Quella di domenica 6 novembre dovrebbe essere l’ennesima perla di Ciccio Tavano. Ma sarà l’ultima, perché a 43 anni apre un nuovo capitolo: da bomber ad allenatore. Arrivato in estate al Tuttocuoio dopo l’esperienza, sempre in Eccellenza, a Ponsacco, Tavano (autore di 3 centri in campionato finora) proseguirà l’avventura in neroverde, ma con un altro ruolo. Ad un terzo del cammino (10 giornate) il Tuttocuoio occupa la quartultima posizione nel girone A con 7 punti in compagnia del neopromosso Montespertoli. Dopo il ko per 3-0 a Camaiore, la società ha optato per un cambio di guida tecnica, esonerando Fabrizio Tazzioli.
La decisione era nell’aria, l’ufficialità del successore è arrivata nella serata di lunedì: la presidente Paola Coia ha estratto dal cilindro un nome a sorpresa, panchina affidata a Tavano. «L’accordo con Francesco era quello di fare un ultimo anno da calciatore e poi iniziare ad allenare. Alla luce dei risultati negativi e delle difficoltà ho pensato che fosse inutile buttare nella mischia un altro mister – spiega la presidente neroverde – ero in pressing da oltre un mese, dal ko con il San Miniato Basso. Tavano è integro, può dare ancora un grande apporto in campo, ma è qui da agosto, conosce la squadra e tutte le problematiche e gli ho chiesto una mano, uno sforzo: lui ha riflettuto e ha accettato».
Scarpini al chiodo con qualche mese di anticipo per il bomber, che aveva ben chiara l’intenzione di restare nel mondo del calcio nel ruolo di mister e che martedì 15 novembre ha diretto il primo allenamento: «Ho spiegato a Tavano che iniziare dall’Eccellenza è una grande opportunità e lui ha capito. Il passaggio da calciatore ad allenatore è sempre delicato. Lui è apprezzato da quelli che erano i suoi compagni e che ora sono i suoi giocatori per le qualità umane. Si è guadagnato la stima di tutti e ha dimostrato da subito grande rispetto per la società. Francesco è una persona perbene, con valori importanti. Ha carisma, determinazione, personalità: è pacato, ma anche cocciuto, un leader silenzioso».
La tentazione di calciare una punizione da posizione invitante potrebbe essere forte («vediamo», dice Coia), ma Tavano non dovrebbe ricoprire il doppio ruolo di allenatore-giocatore. Domenica, intanto, esordio e prima volta in panchina con scontro-diretto: al Leporaia arriva il fanalino di coda Armando Picchi: «Tavano è una scommessa per me e per il mondo del calcio. Credo tantissimo nella scelta che ho fatto e ringrazio Tazzioli. Avremo gli occhi puntati addosso, ma sono sicura che Francesco saprà tirar fuori il massimo e ci stupirà. Dobbiamo ritrovare serenità e fiducia nei nostri mezzi. Vogliamo risalire la classifica, avevamo altre aspettative, ma ora dobbiamo venirne fuori con coraggio – aggiunge la presidente – in questo momento ho due obiettivi: salvare il Tuttocuoio e aiutare Tavano a fare bella figura. Dovremo stargli tutti vicino e sostenerlo. Certo, non l’ho costretto ed è stata una decisione che ha maturato lui, ma ho influito nella scelta di smettere di giocare a calcio e avverto una certa responsabilità. Il campionato è lungo, se Ciccio riesce a salvarci è un miracolo: a fine anno vogliamo festeggiare».
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