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Catanese dichiara amore al Pontedera: «Innamorato della maglia e della città»
Il centrocampista granata prima del match con la Reggiana: «Ci alleniamo sempre al massimo. Canzi ci ha dato una scossa»
PONTEDERA. Giovanni Catanese, centrocampista calabrese classe 1993 alla sua terza stagione in maglia granata, ormai è un elemento fondamentale del Pontedera. Praticamente inamovibile sia lo scorso anno con Maraia, lo è stato sia nella breve gestione Catalano, e adesso con Canzi. Calciatore in grado di inserirsi in attacco contribuendo alla manovra offensiva, ma molto utile anche quando ad attaccare sono gli avversari.
Catanese spiega così il cambio di passo della squadra rispetto al difficoltoso inizio stagionale. «Non riuscivamo ad ottenere risultati con Catalano, ma le prestazioni ci sono sempre state se escludiamo la partita contro il Siena. Con il cambio c’è stata la scossa, tutti siamo stati chiamati a dare ancora di più rispetto a quanto avveniva in precedenza. Non mi sento di dare responsabilità a Catalano, sono cose che nel calcio accadono».
Uno dei pochi elementi della rosa dello scorso anno ad essere stato confermato, il primo nell’estate scorsa a firmare il rinnovo del contratto, di fatto adesso in questo Pontedera Catanese è il calciatore con maggiore militanza in maglia granata: «Mi sto affezionando sempre di più a questa maglia e alla città, per questo motivo - dichiara, - gioco al massimo delle mie potenzialità. Finora ho segnato un gol, purtroppo ne ho sbagliati altri, spero nel prosieguo del torneo di essere più cinico sotto porta».
Si avvicina la difficile trasferta di domenica 13 novembre alle 14.30 al "Città del Tricolore" contro la Reggiana: per i granata si tratterà di tornare nell’impianto emiliano a distanza di dieci giorni. «Non credo che il successo di Coppa - ammette Catanese - possa influire più di tanto a livello psicologico sulla gara di domenica prossima. Sarà sicuramente una partita diversa, sia noi che loro nella partita disputata pochi giorni fa abbiamo fatto ricorso ai giocatori meno impiegati finora. Ovviamente la loro rosa è sicuramente più qualitativa, dando loro la possibilità di fare maggiore rotazioni. Per noi comunque vincere ci ha aiutato sul piano della fiducia e dell’autostima, il mister ci ha chiesto di giocare al massimo quella partita proprio per questo».Quando si vincono quattro partite consecutive come accaduto al Pontedera il rischio è quello di scendere in campo con minore cattiveria agonistica e determinazione, Catanese però sgombra il campo da questo pericolo: «Il gruppo di quest’anno si allena sempre al massimo, quindi sotto questo punto di vista non credo ci possano essere pericoli. Quando giochi in stadi come quello, contro una squadra del valore della Reggiana, gli stimoli sono al massimo».
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